Badante sedotta e abbandonata denuncia per stalking l'ex amante e datore di lavoro

Per la Procura si tratta di una "normale vicenda di coppia". Il giudice archivia: nessun reato, le foto e le telefonate hard facevano parte di un gioco tra i due

La badante licenziata nonché amante abbandonata denuncia l’ex datore di lavoro di stalking e violenze, ma Procura e Tribunale archiviano le accuse: una normale storia d’amore (adulterina) finita per intervento dei rispettivi coniugi.

La donna si era presentata ai Carabinieri per denunciare che l’ex datore di lavoro, dopo 5 o sei mesi in cui aveva assistito l’anziana madre, aveva iniziato a corteggiarla, ma “senza troppa insistenza”. Dopo un primo periodo la badante aveva diminuito le ore di assistenza all’anziana donna, ma proprio in quel periodo, in alcune occasioni aveva avuto rapporti sessuali con l’uomo e si era fatta ritrarre nuda in foto. Foto e messaggi hard erano passati da un cellulare all’altro, tra l’uomo e la donna.

Secondo il racconto della signora, all’improvviso, l’uomo era diventato molesto e ossessivo nei comportamenti. La seguiva quando andava ad assistere un’altra anziana, suonava il clacson quando passava sotto le finestre, fino ad urlare che era una poco di buono quando la incontrava per strada con l’intento di farle perdere il lavoro. Stessa accusa che aveva ripetuto ai familiari delle anziane che la donna assisteva: “è una poco di buono, va con tanti uomini”.

La badante, però, aveva denunciato di essere stata costretta a continuare ad assistere la madre del suo molestatore in quanto suo marito non lavorava, se non saltuariamente, e poi l’uomo l’avrebbe ricattata dicendo che avrebbe rivelato al coniuge la loro relazione e fornendo come prova le foto nuda della stessa. In fase di indagini sarebbe emerso che anche la donna minacciava l’amante di rivelare tutto alla di lui moglie se non continuava a farle regali e darle denaro.

Sempre in denuncia la donna affermava che l’uomo si era fatto anche geloso perché la donna, alla morte della madre dell’imputato, aveva iniziato ad assistere l’anziano padre. In una occasione l’aveva presa a pugni e schiaffi. Un comportamento molesto che l’aveva costretta a lasciare il lavoro (anche se si scoprirà dopo che era stata licenziata perché non lavorava bene).

Siccome la donna aveva iniziato ad evitarlo, l’uomo l’avrebbe tempestata di telefonate, prima con il suo cellulare, una volta bloccato questo con un nuovo numero, oppure con una scheda con il numero oscurato, fino ad usare quello della moglie. Anche cento chiamate in un giorno, sempre con la richiesta di riprendere la relazione, altrimenti avrebbe detto tutto al marito della donna. Le foto le avrebbe stampate e affisse per tutto il quartiere dove risiede la badante. La donna si era convinta a denunciare i comportamenti dell’uomo quando questi aveva minacciato di intraprendere una relazione con la figlia della badante appena fosse diventata maggiorenne e di sparare a lei e a suo marito.

Secondo la Procura, però, “in base alle risultanze delle indagini” non emerge nulla più di tentativi di mettersi in contatto telefonicamente e passaggi con l’auto davanti al luoghi di lavoro della donna. Comportamenti che possono essere collegati alla relazione intercorsa tra i due. Quanto alle foto e ai messaggi, estratti da telefono dell’uomo da un perito della Procura, sono la testimonianza di “un gioco” tra i due, una sorta di “provocazione” che si fa “sempre più confidenziale ed intima sino a raggiungere gli stessi un livello di frequentazione come di una normale coppia”.

L’uomo, inoltre, ha dimostrato come avesse, nel tempo, fatto diverse regalie in denaro e oggetti alla donna durante la loro relazione e come la stessa ne chiedesse di continuo, fino a minacciare lei di raccontare tutto alla moglie dell’amante. La badante, ancora, non si era dimessa dal servizio, come riferisce in denuncia, ma era stata licenziata, perché l’uomo ha raccontato tutto alla moglie e questa ha preteso l’allontanamento della badante, sennò se ne sarebbe andata lei.

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L’imputato, difeso dall’avvocato Giorgia Ricci, non avrebbe mai pedinato la ex amante, anzi sarebbe avvenuto il contrario, come dimostra la dichiarazione di un investigatore privato ingaggiato dall’uomo che era presente anche ai presunti episodi di violenza nei confronti della badante. Episodi che non sarebbero mai avvenuti. La badante si era affidata all’avvocato Nicola Tondini. Il giudice ha disposto l’archiviazione del caso.

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