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Lite in condominio tra famiglie di stranieri. L'accusa: "Musica alta e barbecue". La difesa: "Siete razzisti"

Il processo per i fumi dell'arrosto di carne in giardino, ma i due nuclei familiari non si sopportano

La lite di condominio nasce per via della musica troppo alta o per i fumi del barbecue, ma si inasprisce per via del razzismo.

Protagoniste della vicenda una famiglia di stranieri di etnia rom e una di origine africana. Sotto processo finisce uno degli africani, difeso dall’avvocato Giuseppe Alfì, per l’immissione in aria di fumi molesti.

La famiglia di africani abita al piano terra di una palazzina, con giardino. La famiglia rom, invece, abita al secondo piano.

Secondo questi ultimi, i primi sarebbero alquanto rumorosi e fastidiosi, con le loro feste continue, con musica alta e carni alla brace in continuazione.

Questi altri rispondono che la musica alta, almeno nell’ultima occasione, non dipende da loro, ma dalla sagra paesana che si celebrava poco distante. Quanto al barbecue a chi darebbe fastidio?

Alla famiglia che abita al secondo piano, danno fastidio i fumi che impregnano i vestiti o penetrano fin dentro la casa in estate, con le finestre aperte. Sarà per questo che un giorno dal balcone è partita una secchiata d’acqua sulla carne alla brace.

Per la famiglia del piano terra, infine, tra i motivi che rendono impossibile la convivenza, più del fumo dell’arrosto o della musica, sarebbe il razzismo nei loro confronti; ma questo in tribunale, al momento, non sembra trovare spazio.

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