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Lite in tribunale per chi deve fare le multe per conto dei Comuni di Foligno e Valtopina

L'azienda arrivata seconda nella gara porta davanti al Tar gli enti e la ditta vincitrice: troppi ribassi, impossibile sostenere i costi

Lite in tribunale per chi deve fare le multe per conto dei Comuni di Valtopina e Foligno.

La ditta che è arrivata seconda nel bando di gara per la “fornitura mediante noleggio di dispositivo elettronico fisso per il rilevamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità previsti dal codice della strada compreso il servizio di gestione accessoria dei procedimenti sanzionatori”, porta davanti al Tribunale amministrativo regionale la vincente e i due Comuni interessati dal bando.

Il bando per “l’affidamento della fornitura mediante noleggio di dispositivo elettronico fisso per il rilevamento delle violazioni ai limiti massimi di velocità previsti dal codice della strada (compreso il servizio di gestione accessoria dei procedimenti sanzionatori)” prevedeva importo “a base di gara di 78.000 euro e criterio di aggiudicazione del massimo ribasso, per la durata di 36 mesi”, ma secondo l’azienda arrivata seconda non è possibile che il servizio possa essere espletato sulla base dell’offerta della ditta vincitrice.

Nel capitolato speciale d’appalto era previsto un “ribasso” sull’importo mensile “pari a 1.000 euro per la locazione dell’apparecchiatura e sull’importo a base d’asta per i servizi sussidiari all’accertamento pari a 7,00 euro a verbale”. La ditta che ha vinto ha tagliato del 50% i costi. Cosa impossibile per la seconda azienda, soprattutto laddove si prevede di “abbattere i costi relativi alla manodopera (personale operante presso il Comando della Polizia Locale), prevedendo un sistema di lavoro basato sulla possibilità di impiegare personale per il servizio in questione già assunto utilizzando presunte ‘economie di tempo’ ottenute dall’ottimizzazione dell’uso delle risorse umane legate ai vantaggi derivanti dalle soluzioni tecniche offerte”, cioè lavoro in remoto tramite software gestionali. Sarebbero stati sottostimati anche i costi “del lavoro sulla catalogazione fisica dei documenti e sulla loro scansione elettronica nonché i costi di stampa dei verbali e per le spese generali; sarebbero del tutto assenti i costi di gestione del contenzioso imposti dal capitolato e comprensivi del patrocinio in udienza”. Per questa voce, secondo l’azienda perdente, 700 euro per tre anni per l’avvocato che dovrebbe gestire i contenziosi sono pochi. L’utile contrattuale “indicato di soli 3.500 euro”, infine, “sarebbe del tutto fittizio”.

I giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso ritenendo che non viola alcuna norma il “mettere a disposizione della stazione appaltante almeno una unità lavorativa per 13 ore settimanali, pur evidenziando la possibilità di conseguire economie, potendo contemporaneamente impiegare detta unità anche per altre attività dell’impresa grazie ai software utilizzati”.

Per quanto riguarda la voce “gestione del contenzioso” per 700 euro in tre anni “non appare manifestamente sottostimata e comunque in grado di inficiare il giudizio complessivo di congruità, non richiedendo espressamente il capitolato il patrocinio legale per i contenziosi derivanti dalla gestione del servizio bensì la rappresentanza dell’ente ove previsto dalla legge”.

I costi relativi alla scansione elettronica e registrazione delle notifiche sono stati ben “quantificati in complessivi 1.350 euro” così come “l’utile offerto (3.500 euro)” che appare “comunque serio, non essendo come noto possibile stabilire una soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta deve essere considerata anomala”.

Da qui la validità della gara e dell’assegnazione del servizio.

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