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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

"Signor giudice, ho fatto pace con i parenti, posso riavere i fucili per andare a caccia?"

Ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la revoca del divieto di detenere armi e munizioni: "Sono passati 4 anni dall'ultima lite"

Litiga con i parenti che sono anche vicini di casa e gli tolgono le armi: “Signor giudice, abbiamo fatto pace, posso riavere i fucili per andare a caccia?”.

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, però, rigetta la richiesta ritenendo che 4 anni sia un lasso di tempo troppo breve per affermare che gli animi siano pacificati, salvo poi dover dichiarare l’estinzione del procedimento in quanto il provvedimento di divieto di detenere armi e munizioni è stato ritirato.

Il ricorrente, difeso dall’avvocato Dino Parroni, ha presentato ricorso contro il Ministero dell'Interno e la Prefettura di Perugia, chiedendo l’annullamento del provvedimento di divieto di detenzioni armi. Sanzione presa a seguito del rilievo di “una situazione di accesa conflittualità per ragioni economiche con i familiari confinanti”. La richiesta del ricorrente si basava sul fatto che i rapporti con i parenti si erano normalizzati.

Per i giudici amministrativi, però, nonostante “non siano risultati episodi ulteriori rispetto a quelli che avevano comportato l’emissione del provvedimento prefettizio ... il lasso temporale intercorso dai precedenti fatti (meno di 4 anni all’atto dell’istanza), non è apparso congruo per procedere in autotutela”, rigettando l’istanza cautelare.

Quando si è arrivati all’udienza camerale, però, il difensore ha depositato un’istanza chiedendo la “declaratoria di difetto di interesse o cessazione della materia del contendere” in quanto la Prefettura aveva autonomamente disposto la revoca del provvedimento.

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