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Liceo Galilei, il commissario se ne va ma spunta il debito della scuola: "Segnalato alla Corte dei Corti"

L'annuncio della preside, al centro di mille polemiche: "L'istituto torna alla sua ordinaria attività"

La situazione, al liceo scientifico Galilei di Perugia, “torna alla sua ordinaria attività”. Parole della dirigente scolastica, Nivella Falaschi, messe nero su bianco sul sito della scuola. La preside – al centro delle polemiche e delle proteste, scrive: “Ieri 9 marzo 2017 il Commissario Ad Acta, in sostituzione del Consiglio di Istituto, ha approvato il programma preventivo da me proposto avendone ritenuto la correttezza sotto il profilo contabile e della gestione delle risorse”. In sintesi: bilancio firmato, addio commissario.

E ancora: “In questi giorni di infuocate polemiche sul mio operato e sulla mia persona ho ritenuto opportuno non esprimere alcuna opinione, o giudizio, per non interferire con le vostre proteste per il diritto allo studio. Proteste che condivido e che avrebbero potuto essere strumentalizzate”. 

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Ma non è finita qui. Perché spunta il debito del liceo scientifico Galilei di Perugia. E la chiamata in campo della Corte dei Conti. Scrive la preside: “Lunedì scorso ho effettuato le dovute segnalazioni presso la Magistratura Contabile a tutela del patrimonio della Scuola nell’interesse di tutti gli studenti che, mi sia consentito di dire con estrema franchezza, hanno dimostrato intelligenza, autonomia di pensiero, senso di responsabilità e compostezza, mantenendo alto il nome dell’Istituzione Scolastica”. Ora, a parte la mano tesa agli studenti – quelli che chiedevano le “dimissioni” della preside, il punto è la segnalazione alla magistratura.

E arriviamo alla questione del debito. Ancora le parole della preside, integrali: “Da un esame dei bilanci degli anni 2013, 2014 e 2015, è emerso che la precedente gestione ha operato con un disavanzo sistematico che ha eroso progressivamente, fino ad esaurirlo, il risparmio della scuola. In altri termini sono stati destinati all’offerta formativa risorse maggiori delle entrate e nel 2015 non è stata data la dovuta copertura finanziaria ad un rilevante debito nei confronti del Miur (il ministero dell'istruzione); debito che dal 2016 grava sulle ben più modeste risorse attuali e che mi adopererò per estinguere con il minor costo possibile”.

La preside, in conclusione, puntualizza: “Ritengo comunque di aver realizzato un sostanziale risanamento che, unito ad una prudente gestione delle risorse, consentirà di conseguire un ottimo livello di attività formative. Da parte mia rimane ferma la disponibilità a recepire le esigenze di tutti i 1.500 studenti e di tutti i genitori nella scelta delle priorità”.  

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