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Liceo Mariotti, la protesta si fa "musicale": braccio di ferro sulle lezioni pomeridiane in presenza

“Si ribadisce che le lezioni pomeridiane di Strumento si svolgeranno tutte a distanza”, E scatta la polemica

“Si ribadisce che le lezioni pomeridiane di Strumento si svolgeranno tutte a distanza”, ha scritto la professoressa Boccuto. E’ stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di alcuni insegnanti e dei genitori (in 116 hanno firmato una lettera di protesta) degli alunni del liceo musicale A. Mariotti. 

Questa mattina la professoressa Antonella Valoroso, insegnante e attivista del movimento Priorità alla scuola (Pas), ha interpretato davanti all’ingresso della scuola superiore perugina l’aria di Rosina, dal Barbiere di Siviglia di Rossini, (“…ma se mi toccano, dov’è il mio debole, sarò una vipera sarò”) e l’aria di Tosca, “Vissi d’arte…” per protestare contro la decisione della preside Giuseppina Boccuto di non riprendere le lezioni pomeridiane in presenza di primo e secondo strumento, nonostante nel resto delle scuole umbre e nelle altre regioni italiane in zona gialla tutte le lezioni siano riprese ieri, nel rispetto delle direttive ministeriali.

“Dopo l’ultima nota del Ministero dell’Istruzione (Miur) - ha dichiarato Valoroso - che ribadisce che le lezioni in presenza devono essere una priorità nazionale, non ci sono più scuse che tengano: le lezioni individuali di strumento, che peraltro negli altri licei umbri e italiani non si sono mai fermate, devono ripartire immediatamente. Questa è una scuola pubblica, questa è la nostra scuola, gli studenti del Musicale di Perugia devono avere le stesse opportunità degli studenti del resto del paese”. 

La professoressa ha infatti inviato una lettera alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) per l’Umbria, Antonella Iunti, sottoscritta da 116 genitori degli studenti e studentesse del Liceo Classico Musicale per verificare la legittimità delle decisioni prese dalla preside del Mariotti nel corso dell’intero anno scolastico privando di fatto gli alunni e le alunne della sezione musicale di quelle che sono le attività fondamentali ovvero delle lezioni di primo e secondo strumento". 

La battagliera professoressa continua: “Non aspetteremo la replica dell’Usr restando con le mani in mano: la nostra protesta non finirà fino a quando non avremo ottenuto il pieno riconoscimento del diritto allo studio per i nostri figli, per questi giovani musicisti pieni di talento e pieni di passione che hanno non solo il diritto ma anche la necessità di far sentire le loro voci e la loro musica”.

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