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Perugia, liceo Galilei commissariato: studenti in piazza, il nodo dei soldi e i nervi tesi

Quello che è certo è il corteo di protesta in piazza. Genitori, studenti e insegnati per chiedere la rimozione della preside ritenuta "inadeguata"

E il liceo Galilei di Perugia diventa una “polveriera”. Quattrocento ragazzi all'assemblea pubblica e un destino tutto da scrivere. Occupazione? Le sirene “cantano”, ma ancora nulla è deciso. Quello che è certo è il corteo di protesta in piazza. Genitori, studenti e insegnati per chiedere la rimozione della preside ritenuta "inadeguata". "Se non dovesse bastare - dicono gli studenti del Galilei - si passerà a una petizione e in ultima analisi a una occupazione". La data? 27 o 28 febbraio. 

VIDEO Liceo Galilei a rischio commissariamento, crollo degli iscritti: studenti in marcia contro la preside

Perché? Il commissariamento è imminente. Il Consiglio d'Istituto del liceo scientifico di Perugia "Galilei"  non ha approvato il bilancio preventivo 2017 proposto dalla preside Nivella Falaschi. E e se ci mette anche il calo vertiginoso di iscrizioni (da 380 a 230 attuali, con la perdita di 4 o 5 classi) il risultato è quasi scontato: protesta generale e situazione con le fattezze di una polveriera. Il tutto senza contare il nodo dei 35mila euro.

La versione della preside si trova sul sito del liceo Galilei. Una lunga lettera. Anzi, meglio: un comunicato della dirigente scolastica. Scrive Falaschi: “Ritengo doveroso informarvi che il programma annuale per l’esercizio 1 gennaio/31 dicembre 2017 redatto dal sottoscritto Dirigente Scolastico non è stato approvato dal Consiglio di Istituto. Di ciò è stata data comunicazione al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale che nominerà a breve  un Commissario ad acta che sostituirà il Consiglio di Istituto con gravissimo pregiudizio per l’attività formativa in corso”. E poi c'è la questione dei soldi. Ancora la preside: “Come noto le risorse finanziarie per far fronte ai costi della gestione scolastica provengono dallo Stato che, oltre a pagare direttamente gli stipendi al personale dipendente, fornisce fondi vincolati al funzionamento amministrativo e didattico, alternanza scuola lavoro, contratti di pulizia ecc. ecc.  Fondi sull’utilizzo dei quali non vi sono state eccezioni di sorta. Le altre risorse provengono: dai contributi volontari richiesti per specifiche attività (gite, corsi specifici); dai contributi di iscrizione obbligatori pari ad € 15,00 per ogni studente, destinati ai contratti di assicurazione contro gli infortuni; dai contributi  di iscrizione “volontari” l’ammontare dei quali è stabilito dalle singole scuole. Nel nostro liceo il contributo ammonta ad € 60,00 annui per ogni studente. Nel corso di quest’anno solare i contributi, in parte già versati, per l’iscrizione all’anno scolastico 2017/2018 dovrebbero raggiungere il complessivo ammontare di € 90.000,00 circa”.

E il punto, tra i tanti della protesta, è qui: “Il dissenso dei genitori, studenti e professori riguarda proprio le previsioni di utilizzazione di  tale fondo (contributi volontari di iscrizione) che è destinato alla copertura delle spese derivanti dall’ampliamento dell’offerta formativa che ogni scuola è tenuta ad effettuare a vantaggio di tutti gli studenti. Il programma da me redatto prevede, infatti, che € 35.000,00 di tale complessivo fondo di € 90.000,00 circa, siano destinati all’ampliamento dell’offerta formativa già programmata ed avviata, dell’anno scolastico in corso (2016/2017) che si concluderà il 31 agosto 2017. La maggioranza di tutte le componenti del Consiglio di Istituto ritiene invece che tali fondi debbano essere destinati esclusivamente all’ampliamento dell’offerta formativa degli studenti dell’anno scolastico 2017/2018”. In sintesi: tutti contro uno, uno contro tutti.

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