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Il giornale del liceo classico Mariotti, "Lo Zibaldone". Quei vecchi cliché, dati per dispersi, e ritrovati

In occasione della ricerca di materiali per la raccolta completa dei numeri dello storico giornale d’istituto del liceo ginnasio Mariotti si sono ritrovati tanti ex alunni..

Lo Zibaldone e i cliché ritrovati. In occasione della ricerca di materiali per la raccolta completa dei numeri dello storico giornale d’istituto del liceo ginnasio Mariotti si sono ritrovati tanti ex alunni: il giornalista Gino Goti, l’ex sindaco di Perugia Gian Franco Maddoli, l’avvocato Giovanni Tarantini (che fu tra i fondatori) e tanti altri.  In preparazione del volume “Sempre caro mi fu lo Zibaldone” (Futura), l’ex mariottino Giorgio Panduri ha fatto una scoperta formidabile.

Racconta: “La professoressa Giannina Staccini, referente per il Progetto Museo, sempre alla ricerca di reperti da far studiare ai suoi allievi, aveva sentito parlare di quell’archivio disperso e di un oggetto misterioso chiamato ‘cliché’. Ha drizzato le antenne quando un bidello le ha chiesto cosa fare di uno scatolone pieno di ‘pezzi di legno umidi e ammuffiti’, trovato negli scantinati del liceo”.

Ed ecco che Panduri viene invitato a vedere i materiali e verifica che quei pezzi di legno ammuffiti hanno inchiodate in superficie delle sottili lastre di zinco. Si trattava, insomma, dei famosi cliché che si davano persi per sempre. Tra essi molte opere pregevoli, come alcune cose di un giovanissimo Massimo Bucchi, il Forattini perugino, che si sarebbe fatto spazio in giornali come “La Repubblica”.

Le condizioni di quei pezzi erano assai precari, ma Giorgio li ha fotografati uno per uno e ha individuato i numeri del giornale in cui erano stati stampati. Alcuni (parlo da ex direttore di quel giornale) venivano utilizzati più volte come loghi delle “cronachette”, ossia delle spigolature di classe, scritte dai vari collaboratori (ricordo l’amico Lanfranco Ponziani) e poi messe insieme dalla redazione.

 “Da rilevare – dice Panduri – la proficua collaborazione della dottoressa Silvia Bonamore, della Soprintendenza archeologica dell’Umbria, che si è messa a disposizione per la pulitura dei cliché in pessimo stato di conservazione”.

La destinazione di quei pezzi è, naturalmente, il Museo storico del liceo Mariotti. Insomma: non è raro – e questa esperienza lo dimostra – che dai recessi delle soffitte e  degli scantinati possano emergere documenti che ci aiutano a far luce sulla storia delle persone e della città.

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