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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

LE NOSTRE BATTAGLIE Via Maestà delle Volte. A breve la riconversione del nome e l’apposizione di una nuova targa

L’Inviato Cittadino fa gli auguri ai lettori comunicando il buon esito di una battaglia condotta, sulle colonne del nostro giornale, in nome della fede, della cultura, della dignità, dell’identità cittadina.

È Natale. L’Inviato Cittadino fa gli auguri ai lettori comunicando il buon esito di una battaglia condotta, sulle colonne del nostro giornale, in nome della fede, della cultura, della dignità, dell’identità cittadina. Via Maestà delle Volte. A breve la riconversione del nome e l’apposizione di una nuova targa odonomastica. 

Un’operazione che restituisce nome e identità all’antica strada dell’acropoli. La laicizzazione forzata (e ipocrita) non ha retto di fronte alla valanga di proteste, seguite alla segnalazione dell’Inviato Cittadino. Un coro unanime di perugini ha assecondato la “rivelazione” del misfatto. Privo, peraltro, di un adeguato supporto di carattere ufficiale e normativo. Insomma, alla base della decisione non c’è e non c’è stata nessuna delibera o atto formale di carattere politico e amministrativo, nessuna decisione della Commissione Toponomastica. Niente di niente. Solo supponenza, anticlericalismo cieco, disprezzo di storia, tradizione, identità.

Via Maestà delle Volte, con un colpo di mano, era stata trasformata (diversi anni fa) in Via delle Volte. “Perché siamo in Repubblica, non in monarchia”: questa la risibile motivazione, addotta in modo rozzo e supponente. Determinazione ridicola e illegittima. Oltre che culturalmente misera. Insomma: qualcuno ha scambiato per connotazione di sistema politico quello che è un tòpos iconografico, ossia la Maestà in trono. È stata, insomma, l’ignoranza a farla da padrona. E i Perugini si sono giocoforza adattati a subire il dominio del pressapochismo politico e amministrativo. Per la verità, alcuni – anzi parecchi – non si sono nemmeno accorti del misfatto.

Lo scandalo è stato da me svelato e tutti hanno condiviso l’idea della ‘restitutio ad integrum’ del nome. Ossia: si riporta la denominazione a quella originaria, indicata da tutte le guide, dai sacri testi, dall’oralità della lingua perugina, da Google, dalle persone di buon senso. D’accordo (me lo hanno confermato in privati colloqui) l’assessore Leonardo Varasano, il sindaco Romizi, la presidente della Toponomastica Edi Cicchi, il cardinale Gualtiero Bassetti. Di seguire la questione si è fatto carico il consigliere Paolo Befani. Che assicura: “A breve verrà collocata la targa odonomastica con nome corretto”. Una decisione che fa bene alla città.

PS.: SERVE UNA “RICONSACRAZIONE”. Se è lecito proporre, mi permetto di chiedere non una semplice “reinaugurazione”, ma una vera e propria “riconsacrazione”. Che non offende chi non crede. Ma dimostra come Perugia, al di là di un laicismo spesso esibito (che è ideologico e politico, non morale) è città profondamente legata al culto della Vergine. Ne fanno prova le oltre venti chiese cittadine intestate al nome della Madonna (ricordando un calcolo fatto con monsignor Elio
Bromuri, figura di solida formazione intellettuale e guida spirituale di molti di noi). Al nome della Vergine quella strada urbana va dunque ricondotta. Perché così deve essere.

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