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Le accuse di truffa alla professoressa Esposito "sono infondate", la Procura chiede l'archiviazione

Secondo la Procura il procedimento disciplinare aveva "finalità meramente ritorsiva" e bisognava darle "una bastonata di quelle forti che si fa male"

Secondo la Procura di Perugia le accuse rivolte alla professoressa Susanna Esposito sono infondate e per questo il sostituto procuratore Mario Formisano ha chiesto l’archiviazione, così come riportano Il Corriere dell’Umbria e La Nazione Umbria. 

Inchiesta sanità - Le false accuse per "bastonare" la primaria ribelle di Pediatria

La professoressa Esposito è stata responsabile della clinica pediatrica del Santa Maria della Misericordia di Perugia, ed era stata indagata per truffa per l’utilizzo scorretto del badge e l’attività extramoenia in giorni non consentiti. La richiesta di archiviazione è stata depositata all’ufficio gip di Perugia e adesso il giudice dovrà decidere sulla richiesta del pubblico ministero. Il gip potrà decidere di archiviare o chiedere al pm nuove indagini. 

"Addio Perugia, buongiorno Parma", la professoressa Susanna Esposito prende possesso del suo nuovo ufficio

La Procura è giunta a tale scelta ritenendo “infondata la notizia di reato in quanto gli elementi acquisiti non appaiono idonei a sostenere l’accusa”. La Procura, inoltre, sostiene che le accuse mosse dalla direzione dell’Azienda ospedaliera di Perugia abbiano “danneggiato in modo grave la vita di una professionista e che sono state poste in essere nella gestione di un’istituzione sanitaria”.

La vicenda della professoressa Esposito era entrata di prepotenza nell’inchiesta sulla sanità umbra. Secondo gli investigatori a questo punto la commissione disciplinare apriva un procedimento contro il primario, contestando la cattiva gestione del medico in reparto, l’utilizzo scorretto del badge e attività extramoenia in giorni non consentiti. Con conseguente provvedimento di sospensione per quattro mesi e multa di 350 euro.

La professoressa Esposito aveva segnalato un problema di gestione del personale, in particolare la presenza illegittima di un medico in reparto, alla dirigenza in più occasioni, ottenendo la promessa che avrebbero risolto tutto. Visto che la situazione non si modificava, la Esposito non aveva valutato l’attività del medico in reparto così come chiesto dall’Azienda ospedaliera.

Nelle intercettazioni dell’inchiesta sulla sanità era emerso che tutto quanto sarebbe stato architettato per dare alla professoressa Esposito “una bastonata di quelle forti che si fa male” attraverso il controllo dei “tabulati orari … fatti mandare i tabulati orari dell’ultimo anno e mezzo”, concordando che le “eventuali contestazioni disciplinari che potrebbero fondarsi sulla mancata corretta timbratura del cartellino” sarebbe una “violazione comune a tutti i primari”.

Secondo i pubblici ministeri i dirigenti “avrebbero aperto il procedimento disciplinare con finalità meramente ritorsiva e piegando la funzione amministrativa per scopi del tutto estranei all’interesse pubblico”.

Adesso la richiesta di archiviazione, mentre proprio ieri la professoressa Esposito ha preso possesso del suo nuovo incarico a Parma.

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