"Se fanno un'ispezione devi dire che non lavori per me e ti prometto che ti assumo"

Stangata giudiziaria per ristoratore che impiegava personale in nero: denuncia, sanzioni e chiusura del locale

Impiega lavoratori in nero nel suo locale e mente agli ispettori dicendo di non sapere chi fosse la donna sorpresa in cucina. Per questo motivo erano scattate le denunce e la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Gli ispettori del lavoro fanno un controllo nel ristorante e scoprono che vi lavora personale in nero “in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro”.

In particolare la “moglie del cuoco del locale, che, pur non risultando regolarmente assunta, veniva trovata con indosso un grembiule bianco, intenta ad inserire un sacco di plastica nera nel secchio adibito alla raccolta dei rifiuti”. Il personale riferiva che la donna “non lavorava presso il ristorante e che la stessa si limitava ogni sera ad accompagnare al lavoro il marito in quanto sprovvisto di patente”. La titolare del ristorante faceva mettere a verbale di essersi allontanata per una commissione e di “di essere all’oscuro della presenza, quella sera, della donna nella cucina del ristorante”. Anzi, sarebbe stata la donna ad offrirsi “spontaneamente di aiutare il marito nelle faccende della cucina”.

Alcuni giorni dopo, però, il cuoco e la moglie si presentavano ai Carabinieri per la tutela del lavoro cambiando la loro versione: la donna “lavorava presso il ristorante con mansioni di lavapiatti e di addetta alle pulizie” e che nel corso dell’ispezione il datore di lavoro li aveva “invitati a non dire la verità agli ispettori riguardo alla posizione della donna con la promessa che la stessa sarebbe stata messa in regola il giorno seguente”.

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Denunce, multe, sospensioni, tutto viene confermato nelle rispettive sedi giudiziarie. Ultimo il ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, che ha confermato la sospensione dell’attività di ristorazione.

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