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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Lavori mai fatti, il bonus facciate è una presunta truffa da 80 milioni

Inchiesta della Procura di Perugia, 63 indagati. Il provvedimento eseguito dalla Finanza

Crediti di imposta non dovute, lavori inesistenti, un passaggio di carte che, secondo le indagini della Procura di Perugia, avrebbe generato una frode da 80 milioni di euro con il bonus facciate .A metterla in piedi una organizzazione strutturata nei confronti della quale il Gip di Perugia ha concordato un sequestro preventivo per oltre 80 milioni di euro.

Dieci società e 53 persone sono coinvolte nell'inchiesta . Il sequestro è stato effettuato dalla guardia di finanza di Perugia su disposizione del gip. Agli indagati vengono contestati i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa ai danni di ente pubblico, autoriciclaggio e illeciti amministrativi. L'indagine ruota intorno a crediti di imposta ritenuti fittizi, generati e commercializzati nelle more del bonus previsto dal governo per interventi edilizi di recupero. 

Il sequestro eseguito dai finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, costituisce l’epilogo di un’articolata attività investigativa che, nei mesi scorsi, aveva già consentito di sottoporre a sequestro preventivo oltre 9 milioni di crediti fittizi nei confronti di una società, operante nel settore della consulenza aziendale.
L’esame delle transazioni e dei dati inseriti nella piattaforma web di cessione dei crediti e i successivi approfondimenti, condotti mediante l’interrogazione di banche dati, l’analisi di segnalazioni per operazioni sospette, di documentazione bancaria, contabile ed amministrativa e la valutazione degli assetti societari hanno evidenziato incongruenze fiscali, economico e finanziarie tali da poter essere ritenuti concreti e sufficienti indizi dell’esistenza di uno strutturato meccanismo fraudolento, ramificato sull’intero territorio nazionale.  
Nel dettaglio, i crediti, creati attraverso la falsa attestazione di lavori mai eseguiti, sono stati oggetto di ripetute cessioni a persone fisiche, spesso gravate da precedenti penali e con limitate disponibilità reddituali, o a società prive della benché minima struttura ed operatività aziendale, ed in parte “monetizzati” presso intermediari finanziari, generando flussi di denaro dirottati verso società terze, aventi sede anche all’estero, o  autoriciclati, in modo da dissimularne la provenienza illecita.
Il Gip, ritenuta sussistente “l’esigenza di porre fine alle negoziazioni illecite accertate”, ha disposto il sequestro dei crediti fiscali inesistenti per un importo di circa 80 milioni di euro nonché di denaro, beni immobili ed asset societari in misura equivalente al profitto della truffa, per un ammontare di oltre 3 milioni di euro. 

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