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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Gubbio

Gubbio, lavori in Piazza Grande: il Tar conferma la revoca degli interventi di ripavimentazione. Corsa contro il tempo per i Ceri

Il cantiere doveva iniziare a giugno dell'anno scorso, ma la ditta appaltatrice non ha presentato il piano d'intervento e i documenti

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria pone fine alla vicenda dell’appalto per i lavori in Piazza Grande a Gubbio, confermando l’estromissione della ditta che aveva vinto l’appalto per “gravi inadempienze” contrattuali. Resta il rischio per lo svolgimento della festa dei Ceri con il cantiere aperto.

Il Tar dell'Umbria ha rigettato il ricorso presentato dalla Ditta Antelli, difesa dall’avvocato Rosa Laura Di Maro, contro la decisione del Comune di Gubbio, difeso dall’avvocato Fabio Amici, e contro la ditta subentrante, la Kam Costruzioni srl, difesa dall’avvocato Vittoria Silvestre, laddove è stata disposta la revoca dell’aggiudicazione dei “Lavori di restauro e risanamento conservativo di Piazza Grande”.

Il Comune ha revocato l’appalto perché “non è stato possibile procedere alla consegna dei lavori sotto riserva di legge in quanto la ditta affidataria non ha provveduto a presentare in tempo utile la documentazione necessaria (POS, Programma esecutivo dettagliato dei lavori, cauzione definitiva polizze assicurative, documento unico di regolarità contributiva (DURC) in corso di validità, nominativo impresa in possesso dei requisiti di qualificazione per i lavori”, evidenziando “numerose carenze e non conformità incompatibili alla stipula del contratto ed alla consegna dei lavori”. Mancante anche tutta la documentazione antimafia richiesta.

Per i giudici amministrativi il ricorso è “infondato e va respinto”, riconoscendo che il Comune di Gubbio abbia agito seguendo la normativa, ma che la ditta “non abbia a ciò provveduto, nonostante reiterati solleciti documentati agli atti dalla stessa ricorrente, non avendo prodotto il DURC in corso di validità, né trasmesso la documentazione” richiesta dalla legge, o comunque sempre in ritardo rispetto alle richieste e alle incombenze: a partire dal numero di operai, dal piano di sicurezza, dal piano operativo e dal cronoprogramma.

I giudici hanno anche espresso la preoccupazione, a causa del comportamento dell’impresa aggiudicataria, che non si era “curata affatto di organizzare una effettiva e dettagliata programmazione dei lavori, che tenga conto del personale impiegato, delle attrezzature e dei mezzi necessari a garantire l’esecuzione dei lavori, che devono essere ultimati e collaudati inderogabilmente entro il 30/04/2023, ovvero in tempo utile per la celebrazione della Corsa dei Ceri”.

Di fronte a queste carenze “non può che ritenersi legittima la decisione del Comune di Gubbio di revocare l’aggiudicazione a causa della impossibilità della consegna anticipata dei lavori” scrivono i magistrati del Tar, concludendo “per la legittimità di una revoca/decadenza dell’aggiudicazione in ragione dell’inadempimento da parte dell’aggiudicatario “dell’obbligo, previsto negli atti di gara, di procedere d’urgenza all’inizio dei lavori, su richiesta dell’amministrazione, nelle more della stipula del contratto”, con condanna della ditta ricorrente al pagamento delle spese del giudizio.

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