Città di Castello, laboratorio tessile con lavoratori in nero: multa e denuncia

I carabinieri di Trestina, con il Nucleo Ispettorato del lavoro di Perugia hanno scoperto un laboratorio tessile che usava lavoratori in nero. Gli stessi erano accampati in un capannone adibito a dormitorio-cucina

 Mercoledì pomeriggio i carabinieri della Stazione di Trestina e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia, hanno controllato un capannone adibito a laboratorio tessile, nell'ambito dei controlli per individuare imprenditori che utilizzano manodopera irregolare.

La ditta, riconducibile ad una cittadina cinese, ha sede nella zona industriale di Trestina di Città di Castello e produce camice ed altri capi d’abbigliamento su commissione di ditte italiane di Arezzo e dell’Alta Valle del Tevere.

Al momento del blitz i militari si sono trovati davanti a 12 cittadini cinesi intenti a lavorare ad altrettante macchine da cucire. I lavoratori, tutti in possesso di permesso di soggiorno, sono stati sentiti con l’ausilio di un interprete e si è scoperto che 5 di essi non risultavano assunti e dunque, sono da considerarsi lavoratori in “nero”. Anche per i rimanenti 7 operai  la normativa in materia di contribuzioni non sembravaessere stata rispettata, con i contributi previdenziali versati in modo sporadico.

Ma non è tutto, perchè i lavoratori identificati vivevano nello stesso capannone, dove era stato realizzato un dormitorio di fortuna ed una cucina. Sul posto è stato fatto intervenire personale della ASL (Settore Igiene e Salute Pubblica ed Ufficio Prevenzione infortuni sul lavoro). I locali adibiti a dormitorio ed a refettorio, in pessime condizioni igieniche, saranno oggetto di apposita ordinanza di sgombero.

La titolare della Ditta è stata denunciata in stato di libertà per violazione delle norme inerenti la prevenzione degli infortuni sul lavoro poichè è stato accertato che parte dei macchinari non rispettavano le caratteristiche antinfortunistiche.

Per le inadempienze previdenziali e per il mancato rispetto della normativa in materia di contrasto al lavoro nero, alla titolare della ditta sono state comminate sanzioni pecuniarie per oltre 50.000 euro ed è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale.



 

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