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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Una perugina e una donna speciale: non si arrende alla sclerosi multipla e torna a sciare: "Ecco come ho fatto..."

Laura Santi è una meravigliosa 41enne, giornalista, che da 20 anni combatte con la sclerosi multipla. Ha recentemente raccontato in un blog la sua ultima grande sfida: tornare a sciare. La sua storia è stata ripresa anche dalla Stampa di Torino

Ci sono degli eroi che puoi definire "eroi della porta accanto". Ci sono delle donne speciali che diventano ancora più belle, più forti e più affascinanti proprio quando si trovano a vivere un inferno quotidiano. Laura Santi, giornalista perugina, è una di queste persone speciali che ti vivono accanto, che ti sorridono e con le quali, quando è possibile, ci prendi volentieri un caffè o una birra ghiacciata. 

Che sia una persona speciale lo hanno scoperto ora tanti italiani grazie ad un'articolo sulla Stampa di Torino che, come Perugiatoday.it, ha avuto modo di leggere il suo diario eroico su una settimana bianca. E che c'è di eroico in stare sette giorni in montagna a sciare e a bere o mangiare in baite deliziose? C'è il fatto che Laura convive e combatte da 20 anni precisi contro un mostro maledetto e maligno che si chiama sclerosi multipla. Fino a poco tempo fa in pochi sapevamo di questo male. Anche perchè era impossibile notarlo nel corpo perfetto di Laura che si ammazzava di vasche in piscine e faceva mille lavori senza fermarsi mai. Ma poi il male ha deciso di manifestarsi. Ed ecco dunque che tornare a sciare per Laura è stata un avventura ma soprattutto è servito per dire al mondo che anche chi è disabile deve vivere, deve provare e non deve sprofondare in una lenta agonia dentro la propria abitazione. Laura ha sperimentato degli sci speciali in grado ovviamente di sopperire alle sue difficoltà. 

Ha avuto a disposizione anche un maestro e un'associazione che aiuta le persone con problemi motori. Ecco cosa scrive Laura nel suo blog sulla piattaforma di www.giovanioltrelasm.it - "La racchiudo in queste parole la soddisfazione per la mia prima settimana bianca dopo 25 anni suonati, dopo che a 16 anni avevo a malapena imparato a sciare. Dopo 20 anni di SM. Dopo 2 anni di progressione. Dopo sempre più fatica a camminare, bastone, deambulatore e carrozzina in vacanza. Dopo le parole della neurologa, “mi spiace, siamo in secondaria progressiva”. Che soddisfazione tornare a sciare proprio ora, e sapere di poter tornare a sciare anche da seduta! E anche… Da ‘sdraiata’, se mi pare (quanti sono i tetraplegici che sciano con gli ausili di “Antenne Handicap”, in Val D’Aosta sul Monte Bianco? Tanti). O magari ancora in piedi, perché no? Dopo una settimana così bella penso che a fatica, ma ci tornerò in piedi, sul Monte Bianco. A marzo prossimo io sarò qui, a godere di tanta bellezza, grazie ad “Antenne Handicap” e al maestro che ho incontrato, ai suoi sci-ausili miracolosi, adatti per qualsiasi tipo e livello di disabilità.

"Avevo parlato con il maestro Andrea al telefono prima di partire. Cosa sarà questa “Antenne Handicap VDA Onlus”? I video su web sono sorprendenti. Ma qui hanno a che fare con patologie diverse. Qui gli sciatori hanno disabilità intellettive. Qui sanno già sciare. Qui non provano la bastarda fatica che ci impedisce di fare le cose più semplici. Avevo una “Santi 3spiegazione” per tutti, ero convinta che io, tutt’al più, avrei fatto una o due ore di lezione in sette giorni. A nulla valevano le sue rassicurazioni. Rispettare i tempi di affaticamento? Ma se mi stanco dopo 200 metri di camminata! Mi ero fatta un programma di gite alternative, escursioni in motoslitta, sleddog, funivie". Una serie di piani B per riempire una grande delusione. E invece eccomi qui, il primo giorno sull’XBE-free, un ausilio che mi consente di sciare da seduta, fissata e in sicurezza, in tandem con Andrea che però mi lascia virare e dare la direzione con la testa, le spalle e il tronco. Insomma la sensazione di sciare c’è. E soprattutto quella cosa meravigliosa là davanti è la catena del Monte Bianco. Andrea con la sua voce vivace mi fa fare pausa a metà discesa, “ora goditi il panorama da qui”, e io penso solo, adesso come faccio a non scoppiare a piangere dietro gli occhiali? Poi mi sono ricomposta. Ero lì, avevo il paesaggio più bello del mondo davanti, faceva un freddo tagliente (che bello il freddo per noi), e sì, stavo sciando".

Scrive ancora Laura: "Senza l’uso delle gambe – e senza la bastarda fatica – stavo sciando, cambiando piste, salendo in seggiovia ad ausilio velocemente smontato dal mio maestro, tutti gli operatori degli impianti preparati". Ha avuto modo anche di sciare in piedi con Il TROTTI SKI che consente di sciare in piedi, a sci paralleli fissi e con un manubrio, mentre l’insegnante ti guida in sicurezza. Io non so descrivere il ‘lato tecnico’ di questi e altri ausili, ma so che sono collaudati se non brevettati, che l’Antenne Handicap francese, scuola gemella, li usa da 20 anni, e pure altre scuole in Italia. Insomma, io sciavo. In piedi!". Questa è Laura Santi. Questa è una persona speciale che ci dà coraggio e ci insegna a vivere nonostante tutto qualora si dovesse scivolare nel vortice della malattia. 

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