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Pericoloso latitante evade da casa di cura e trova lavoro: stipulava contratti per forniture del gas

Nella prossima udienza dovrebbe essere ascoltato l'imputato, ma non è ancora chiaro se sia di nuovo finito in prigione o se si trovi nuovamente a spasso

Non ha perso tempo. Ha atteso il momento propizio e si è dato alla fuga con la speranza di non lasciare tracce. Un'evasione in piena regola e studiata sotto ogni minimo dettaglio al motto di “Provate a prendermi”. Una manciata di minuti e le forze dell'ordine hanno subito diramato la sua foto, lanciando l'allarme ed etichettandolo come “soggetto pericoloso”.

Le ricerche sono andate avanti fino a quando il latitante non è stato individuato mentre era intento a lavorare tranquillamente. L'uomo, dopo la sua scomparsa, era infatti riuscito ad ottenere un impiego. Il lavoro, come ammesso in aula dal capitano che ha diretto le indagini, consisteva nello stipolare contratti di fornitura del gas. Un impiego che permetteva, quindi, al criminale di accedere in numerose case.

Il detenuto, difeso dall'avvocato Ciufoli, si era guadagnato la fiducia del datore di lavoro mostrando un documento falso e rubando l'identità di un parente del tutto ignaro che, a suo nome, il cugino stesse stipulando contratti pur dovendosi trovare in un centro di cura. Oggi l'ennesima udienza, durante la quale il giudice Cataldo ha ascoltato la testimonianza dei carabinieri che sono riusciti, con non poca difficoltà, a fermare il latitante a Città di Castello. Il prossimo 17 ottobre dovrebbe essere sentito l'imputato, ma ancora non è chiaro se sia di nuovo finito in prigione o se si trovi nuovamente a spasso.

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