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LAGER Asini, bovini, capre e cani alla fame: "Mangiano quando lo decido io"

Una scena raccapricciante quella che si sono trovati di fronte gli agenti quando hanno perlustrato l'allevamento. Animali impossibilitati ad alzarsi in piedi, senza acqua e senza cibo. L'uomo ha patteggiato la pena

Cinque mesi di carcere e quattro mila euro di multa. È questa quanto patteggiato da un uomo, accusato di aver “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, per crudeltà o senza necessità, cagionato ad alcuni animali del proprio allevamento una lesione. Ovvero li sottoponeva a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le loro caratteristiche”. 

Gli agenti, quando sono andati a controllare se realmente gli animali fossero stati sottoposti a tale trattamento, si sono trovati di fronte all’immaginabile. A colpirli, infatti, non solo le strutture fatiscenti, ma anche la presenza  di carcasse e animali talmente malandati da non riuscire a stare in piedi.

Come si legge nel capo d’imputazione: “Vi era la presenza di due asini, uno dei quali giacente a terra, impossibilitato a deambulare e ad alzarsi, presentava ferite in avanzato stato di setticemia”. Insomma bovini, pecore e agnelli, costretti a viveri in luoghi angusti e senza la possibilità di bere o mangiare. E già, perché l’uomo in questione, proprietario del lager, aveva deciso che gli animali non potevano rifocillarsi se non quando lui lo permetteva alle povere bestie. 

Gli agenti durante l’ispezione hanno inoltre ritrovato una capra in avanzato stato di decomposizione, morta mentre stava dando alla luce un agnellino. A costituirsi parte civile un’associazione animalista, difesa dagli avvocati Giuseppe De Lio e Suaria che, una volta usciti dall'aula, hanno dichiarato un secco “no comment”.

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