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La tomba di un grande perugino è indegnamente negletta. Vedere oggi quella di Capitini produce tristezza

Un vaso con dei fiori di plastica sbiaditi: tranne una rosa rossa, sempre di plastica, messa di recente

La tomba di quel grande perugino è indegnamente negletta. Vedere oggi il sepolcro del pensatore nonviolento Aldo Capitini produce tristezza e sconforto. Lo stato di completo abbandono è palese. La bandiera della pace risulta strappata e scolorita dagli elementi. Quei vasconcini che la circondano sono miseramente vuoti. Ricordo che una volta demmo incarico di piantarci qualche fiore… (vedi foto 2) ma oggi domina l’abbandono.

2 La tomba quando era adornata con piccoli fiori (1)-2Un vaso con dei fiori di plastica sbiaditi (tranne una rosa rossa, sempre di plastica, messa di recente), fa da pendant alla rosa di bronzo che qualcuno volle su quella tomba, condivisa da personaggi di alto profilo morale e culturale. Non che si debbano mettere fiori in quel vaso! Come è (o dovrebbe essere) noto, Aldo Capitini non amava i fiori recisi: doveva sembrargli una forma di violenza contro la natura della pianta, che ha diritto di crescere e svilupparsi fino al termine del suo percorso. A sinistra, un sottovaso di plastica marrone, che forse ha contenuto una coccetta. La pietra tombale annerita e invasa da aghi di pino.

Insomma: l’Inviato Cittadino ha avuto l’impressione che la figura del filosofo costituisca ormai un po’ di belletto che la città si spalma in faccia solo in certe occasioni per fare bella figura. La Marcia della Pace, le pubblicazioni, le celebrazioni degli anniversari. Poi l’oblio. Ritengo che quei vasconcini in perimetro meritino la messa a dimora di qualche pianticella di bosso perché se ne possa ricavare una siepetta di un palmo, da tenere bassa e ordinata.

All’ingresso di Monterone c’è un bravo fioraio. La tomba sta a poche decine di metri. Credo che, con un modesto compenso, lo si possa incaricare di fare questo piccolo lavoro. Siamo in tanti a ricordare la nobile figura del nostro massimo pensatore: Amici di Aldo Capitini, Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, cittadini pacifisti e nonviolenti. Ne abbiamo parlato più di una volta con la compianta Serena Innamorati, che ci si arrabbiò pure. Se c’è da quotarsi, eccoci qua. Si faccia avanti chi vuole. Non aspettiamo sempre il Comune o gli enti. Facciamo fronte da “cives perusini”, orgogliosi e persuasi. Se no, no.

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