menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La segnalazione all'inviato cittadino: "Per lui 87enne il vaccino era previsto per maggio ma è arrivato prima il Covid"

Ecco come quel giovanotto di 87 anni, dimenticato dalla sanità umbra, finì col beccarsi il covid. Una storia a suo modo esemplare, raccontata dal titolare di una struttura privata. Che scrive: “In Umbria gli anziani non devono superare gli 80 anni”. E spiega perché: “Sì, nella pianificazione vaccinale, i grandi esclusi sono coloro che hanno superato gli 80 anni”.
Ha un esempio da riferire? “Ieri un ‘ragazzo’ di 87 anni – con prelievo nella mia struttura – è risultato essere stato aggredito dal COVID 19”.
Qualche dettaglio? “La Asl gli aveva programmato il vaccino a metà maggio. Per poter effettuare la prenotazione, il ‘ragazzo anziano’, si è dovuto recare in farmacia per diversi giorni facendo file interminabili. Quando è finalmente riuscito ad effettuare la prenotazione, si è accorto che, per vaccinarsi, doveva recarsi a oltre 20 km dalla sua residenza”.
Dunque?
“Oggi il ‘ragazzo 87enne’ sta affrontando la battaglia contro il COVID e non ha più bisogno del vaccino”.
Ma i medici di base non erano stati chiamati in campo? “Hanno sbandierato che era stato raggiunto un accordo con i medici di medicina generale per effettuare i vaccini alle persone fragili, ma forse quest’accordo tarda a partire”.
Cosa concludere? “Una cosa è certa: nessuno tutela i soggetti fragili, le associazioni sono sparite e quanti governano con le opposizioni forse ritengono che questa categoria di persone siano solo un problema. Prima lo si toglie di mezzo, meglio è. D’altronde, fra le categorie individuate come prioritarie, non c’è

traccia di ultraottantenni senza grave vulnerabilità. Quasi che un quasi novantenne potesse godere di ottima salute”.
Così è se vi pare.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento