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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

LA LETTERA al direttore | "Non siamo no vax, anzi tutti vaccinati... tranne i nostri figli minorenni. Da dicembre però viviamo un calvario e ci sentiamo discriminati"

La risposta del direttore alla lettera sfoga di una mamma perugina alle prese con una decisione che il Governo ha deciso di penalizzare pesantemente per arginare la diffusione del virus

Gentile Direttore, 

 lo premetto: non sono una no-vax. Nella mia famiglia noi adulti siamo tutti vaccinati con terza dose. Io e mio marito, i nonni, gli zii. Per una nostra scelta, su cui abbiamo a lungo ragionato e discusso e su cui ancora ci interroghiamo, alla luce delle notizie che leggiamo anche dall’estero circa l’andamento della pandemia, abbiamo però deciso di aspettare a vaccinare i nostri due figli di 14 e 16 anni. Infatti, anche nella terribile fase iniziale di questo virus che ha infettato il mondo, dai dati è emerso che i bambini e i giovani, in generale, non subissero effetti gravi. Nella maggior parte dei casi per i giovanissimi il virus si risolve in una sindrome influenzale più o meno lieve (tranne rari casi particolari). Ecco il primo motivo per cui abbiamo aspettato. Il secondo è che come si è visto dai fatti, i vaccinati possono benissimo contagiare gli altri, al contrario di quanto il premier Draghi e illustri virologi ci avevano assicurato… Quindi la vaccinazione ai figli non avrebbe protetto dal contagio i nonni e i soggetti fragili… Inoltre, in teoria lo Stato non ci ha imposto l’obbligo di procedere a vaccinare i minori… In teoria però! 

Ora le scrivo perché mi domando: ma come si fa ad ammettere un simile scempio di ogni diritto verso questi ragazzi? Dallo scorso Dicembre non le dico le peripezie per accompagnarli e riprenderli a scuola, dove prima andavano liberamente con i mezzi pubblici. Ora, da gennaio, anche lo sport che prima praticavano all’aperto, nel nostro caso il rugby, è stato loro interdetto. Senza poi parlare del cinema, dove è vietato loro di entrare, o di qualsiasi museo o biblioteca o altra simile esperienza. Si sono visti negare persino l’accesso al McDonald’s, dove volevano semplicemente acquistare patatine fritte, come tutti i loro coetanei, ma consumando fuori dal locale, naturalmente. 

Adesso, l’ultimo tabù è stato infranto: niente scuola per ben 10 giorni in caso di 5 positivi in classe. Sa che cosa significa 10 giorni chiuso in casa senza contatti sociali per un ragazzo di 16 anni? Ma chi pensa queste regole ha in mano i dati degli ospedali peditrici, che hanno assistito a un aumento esponenziale dei casi di autolesionismo nei minori e dei tentativi di suicidio? Perché nessuno dice niente? Possibile che i diritti fondamentali di questi ragazzi sono stati seppelliti e nessuno dice nulla? Non eravamo difensori dei diritti di tutti? Non eravamo un Paese che combatte le discriminazioni di sesso, razza, credo religioso, un Paese che si batte addirittura per garantire l’eutanasia a chi la richiede? E invece? se uno decide di non voler sottoporre il proprio figlio a un trattamento sanitario che non ritiene indispensabile, via ogni diritto sociale e anche umano. Che scandalo! La ritengo una cosa gravissima e con questo atto, io e la mia famiglia abbiamo perso ogni fiducia nelle istituzioni! Se esiste qualcuno che può fare qualcosa e non la fa, è complice di una delle più gravi forme di discriminazione mai attuate nella nostra democrazia.

E. A., una madre perugina

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Cara Signora, comprendo la sua situazione e lo stato d'animo dei suoi figli. Io ho tre dosi di vaccino e se fossi genitore, seppur tra mille dubbi, avrei però optato per la vaccinazione dei ragazzi per due motivi fondamentali che ho verificato: per la tutela dello loro ristretta vita sociale (già ridotta ai minimi termini da due anni) e per la tutela della salute, non tanto la  loro (scarso rischio di finire intubati) ma per arginare la eventuale diffusioni verso terzi, potenzialmente soggetti anziani o persone che la mattina devono lavorare per portare il pane a casa. Lei ha fatto la scelta opposta che il Governo ha deciso di penalizzare fino al limite dell'obbligo vaccinale. Io sono contro qualsiasi obbligo in ambito di salute. Sono un liberale convinto e per me è l'individuo al centro dello Stato e non l'opposto. Se lei ritiene che non fare il vaccino è la soluzione giusta per tutelare i suoi figli purtroppo, giusto o sbagliato che sia, è costretta a pagarne il prezzo per altri mesI. . Questa è la legge. In più c'è la democrazia: se oltre l'80 per cento dei giovani ha ricevuto almeno una dose vuol dire che al Paese va bene così. E la maggioranza in democrazia vince sempre. Mi rendo conto di averla delusa. Ma questo è il mio libero pensiero. Altra cosa è invece nella vigliaccheria di questo Stato Italiano in fatto di responsabilità: non si assume la responsabilità degli effetti determinati sui singoli dai vaccini tanto è vero che ci fanno firmare fogli dove scaricano tutto su di noi. Questo è discriminante e questo va contro il popolo a tutela di governanti e sanitari: devono loro assumersi la respnsabilità quando si chiede a tutti di fare questo sacrificio e preparare anche eventuali fondi risarcitori. Questo è uno schifo doppio: atteggiamento vigliacco e insinua il dubbio a quelle famiglie che si trovano a fare queste scelte a nome dei propri figli minorenni. Concludo signora in un appello che non gradirà: c'è ancora tempo per mettere fine a questo calvario portando i figli al primo centro vaccinale che trova. Migliorerà la vita della sua famiglia e renderà più sicuro quel vostro pezzettino di mondo che confina con tanti altri mondi dove il Covid è più crudele di quanto crede. 

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