rotate-mobile
Mercoledì, 26 Giugno 2024
Cronaca

"Quella droga è del mio coinquilino", ma gli ordini arrivavano sul suo cellulare: condannato

Per i giudici tutti gli elementi portano alla complicità nel possesso ai fini di spaccio

“Io con la droga non c’entro nulla, era tutta roba del mio coinquilino”, ma gli elementi raccolti raccontano una storia diversa e per i giudici della Cassazione la condanna a 2 anni e mezzo resta.

L’imputato ha sostenuto di “non aver avuto alcuna conoscenza dello stupefacente” rinvenuto nell'appartamento che condivideva con un amico e che nel corso delle indagini e del processo lo stesso si sarebbe assunta tutta la responsabilità. In alcune intercettazioni ambientali in carcere, infatti, avrebbe sempre parlato in prima persona singolare (“mi hanno arrestato”, “avevo la droga”), senza mai fare accenno al coinquilino.

Per i giudici, però, è normale che con i parenti che lo visitavano in carcere parlasse solo della sua situazione e non di quella dell’amico, comunque arrestato non perché si trovava “sul posto al momento del ritrovamento dello stupefacente”. Per La Cassazione in primo grado e in appello sono state correttamente valutati gli elementi di prova: il fatto che, appena prima dell'arresto, il ricorrente fosse stato visto uscire con l’amico dall'appartamento in cui era custodito lo stupefacente; il ritrovamento di un telefono cellulare pacificamente riferibile al ricorrente all'interno di un borsone contenente droga, rinvenuto nello stesso immobile; la particolare modalità con la quale questo apparecchio era utilizzato, generando solo squilli e messaggi SMS dal linguaggio criptico. I giudici non hanno creduto neanche alle diverse versioni difensive: “Stavo aiutando un amico a trasportare un divano, non vivo in quella casa” e quella relativa all’essersi recato in quell’appartamento per acquistare droga, che però non è stata trovata addosso al ricorrente.

Ne consegue il rigetto del ricorso, la conferma della condanna e il pagamento delle spese processuali e della somma di 3mila euro in favore della Cassa delle ammende.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Quella droga è del mio coinquilino", ma gli ordini arrivavano sul suo cellulare: condannato

PerugiaToday è in caricamento