LA CURIOSITA' Quando l’assisiate Decio Costanzi costruì la Stazione Termini: 70 anni fa...

Era il 20 dicembre 1950, quando avvenne l’inaugurazione della Stazione Termini di Roma

Settant’anni per un  anniversario da non dimenticare. Quando l’assisiate Decio Costanzi costruì la Stazione Termini. Ce lo ricorda l’amico Marcello Betti, memoria storica del territorio. Oggi la ricorrenza di singolare interesse. Peraltro, immagini e notizie provengono anche dal signor Mario Felici, nipote dell’assistente di cantiere dell’ingegner Costanzi in più di un’occasione. Era il 20 dicembre 1950, quando avvenne l’inaugurazione della Stazione Termini di Roma, con l’evento straordinario del ‘disarmo’ della famosa pensilina in cemento armato. Quanta invidia, mista ad animosità e sciocca denigrazione per un’opera di progettazione ardita e singolare fattura!

Felici ricorda: “Il giorno del disarmo, le autorità si posero al di fuori della pensilina, perché tecnici invidiosi avevano ventilato la possibilità che crollasse. Il costruttore con alcuni dipendenti, tra i quali mio nonno, si posizionarono sotto. In modalità e intenzione volutamente provocatorie. Tanto erano sicuri della validità e della tenuta dell’opera”. Prova ne sia la durata esemplare. La storica pensilina era stata pensata, realizzata e voluta dall'impresa costruttrice, modificando il progetto originale. L'impresa era quella dell’ingegner Decio Costanzi di Petrignano.

Costanzi non era un Carneade qualsiasi, ma costituì una solida personalità di riferimento del Ventennio. Pur non aderendo al fascio in modo ideologico, la sua figura fu stigmatizzata dopo il crollo del Regime. Altrettando era accaduto allo scultore perugino dei Fori Imperiali, il mitico Aroldo Bellini, condannato a una “damnatio memoriae” ingiusta e strumentale. Costanzi era nato nel 1884 ed è scomparso nel 1964. Con uno studio e un’applicazione esemplari, si era laureato al Politecnico di Torino. Aderì al Futurismo come scelta etica ed estetica. Fu titolare dell'impresa preferita dall’ingegner Angiolo Mazzoni del Grande, il più famoso progettista di edifici pubblici del Ventennio.

Fra le altre realizzazioni, vanno ricordate il Lingotto di Torino e S. Maria Novella a Firenze, oltre a strade e opere idrauliche in varie parti del mondo. Nel nostro territorio costruì il famoso Molino Costanzi, uno dei più grandi d’Europa, bombardato per rappresaglia dai Tedeschi in ritirata. La sua opera romana resta una delle realizzazioni più ardite e originali. In pagina la foto della pensilina in costruzione. Dobbiamo al post di Mario Felici l’immagine dell’ingegner Decio Costanzi e della consorte Elena Vignali. Grazie anche all’amico Betti per il suggerimento e alcuni scatti inediti in gallery.


 

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