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Cronaca

L'Umbria ha il suo piano anti-terremoto: tutte le mappe dei territori e i relativi rischi

Una mappa dettagliata di tutto il territorio umbro: dalle zone a più alto rischio sismico, a quelle dove il fenomeno potrebbe addirittura ampliarsi al di la dell'energia sprigionata dalla faida, fino ad arrivare a zone a rischio frane o totalmente instabili. L'Umbria teme il terremoto e per questo la Regione ha deciso di mettere in campo un piano sia di prevenzione che di intervento in caso di catastrofe.  “La Regione Umbria – ha spiegato l'assessore regionale Chianella - è l’unica regione  italiana, insieme alla Calabria, che ha approvato il programma di soccorso per il rischio sismico, per il quale attendiamo il recepimento formale del Dipartimento della Protezione Civile nazionale. Il programma contiene le modalità di intervento in caso di emergenza ed è stato possibile approvarlo – ha rilevato -  poiché l’Umbria ha creato la mappa della pericolosità sismica locale per tutto il territorio regionale”.  I dati della pericolosità sismica locale indicano che il 49% dell’Umbria è soggetta a fenomeni  di amplificazione sismica a causa di diversi fattori geologici. 

TUTTA LA MAPPA DEI TERRITORI A RISCHIO IN UMBRIA (motti_9maggio2016-2)

“Previsione dei rischi, prevenzione e programmazione – ha detto il direttore regionale Zurli – sono gli aspetti che caratterizzano la qualità della moderna protezione civile, che mette in atto attività quali la microzonazione sismica e l’analisi della condizione limite per l’emergenza che consentono di dare  risposte efficaci per contrastare e ridurre i rischi. Un lavoro preventivo che, per la continuità e l’impegno, è valso all’Umbria anche la positiva segnalazione dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, nel corso di un’intervista 

I dati statistici riassuntivi per i primi 24 comuni umbri con le indagini di microzonazione sismica collaudate indicano che nelle località abitate il 10% delle aree sono stabili, l’81% sono soggette a fenomeni di amplificazione sismica nel caso di terremoti e il 9% delle zone sono su aree instabili per la presenza di terreni cedevoli o per frane. Nelle 133 località abitate dei 24 comuni analizzati sono state individuate 911 zone a diverso comportamento in caso di terremoto.

In Umbria la situazione è migliore rispetto ad altre aree italiane poiché nessun edificio strategico  risulta essere in zone interessate da instabilità, prevalentemente le frane, mentre mediamente circa il 15% ne è interessato in Italia. Le strade di collegamento per l’emergenza sono le infrastrutture maggiormente interessate da frane, circa il 20% a livello nazionale e anche l’Umbria è affetta da queste  problematiche; anche le aree per l’emergenza hanno problemi poiché sono posizionate su zone instabili in circa il 15% dei casi. Circa il 75% degli edifici strategici, delle aree per l’emergenza e delle strade di collegamento sono ubicate su aree suscettibili di amplificazione sismica in caso di terremoti.
 

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