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L'INVIATO CITTADINO Campanile Alessi in S. Maria Nuova, ecco perchè si potrebbe intervenire subito

Sono in notevole stato di avanzamento i lavori all’interno del complesso monumentale di Santa Maria Nuova, tra via Pinturicchio, via del Roscetto e gli orti sotto Porta Sole. La gru (foto), alta quasi quanto un palazzo di venti piani, domina all’interno del portico inferiore ed è stata montata, nel cortile del chiostro, in modo da poter girare tranquillamente, sovrastando il campanile dell’Alessi.

Approfittando della presenza della gru di eccezionali dimensioni, molti abitanti della Pesa e di Borgo Sant’Antonio sollecitano un intervento ormai maturo sul campanile. Il lavoro è stato imponente ed è in corso tra oltre due anni. Il progetto prevedeva, infatti, di intervenire sulla complessa struttura muraria dell’ex convento dei padri Silvestrini annesso alla chiesa.

Si trattava di lavori di consolidamento e restauro, ma anche di conformità alle norme di sicurezza e adeguamento alle attuali esigenze abitative. Si è operato muovendo operai e attrezzature dall’ingresso principale di via Pinturicchio, al civico
87. La proprietà fa capo in parte a privati e in parte all’Istituto per il sostentamento del clero. È stato completamente rifatto il tetto e sono stati risanati i muri interni.

Tra l’altro, si è dovuto intervenire anche a sistemare la parte del tetto, crollata il 30 novembre 2014, per una superficie di oltre 40 metri quadri. Nell’occasione, alcuni studenti e un anziano riuscirono a mettersi in salvo, ma ben quattro appartamenti ne risultarono compromessi e dichiarati inagibili. Sono state parzialmente rimosse le tamponature realizzate tra gli archi, ai primi del Novecento, per una migliore utilizzazione degli spazi: era uno scandalo, realizzato in tempi meno sensibili del nostro, a sfigurare l’originaria struttura del portico dalle snelle colonne, forse frutto di un riuso da spoglio più antico. Adesso si è posto rimedio, tornando al rispetto della configurazione originale.

Un tempo, fino agli anni 50 del secolo scorso, qui hanno operato aziende locali di prestigio. La più famosa era la tipo-litografia dei Tilli, famiglia di artisti. L’anarchico Brenno, il più famoso, si sarebbe poi trasferito in via Bartolo. Nel portico era insediata anche la storica falegnameria Arcelli-Porticelli, che fabbricò i mobili per tante famiglie importanti di Perugia e si occupò perfino degli arredi dell’aeroporto di Fiumicino. Vi fu attiva, infine, la fabbrica di ceramiche Etruria, dalla quale uscivano pezzi di pregio. Tornando allo storico campanile alessiano, c’è da dire che alcuni elementi lapidei malfermi, sui fianchi e sulla punta, ne sconsigliano l’utilizzo, dato che le vibrazioni potrebbero infliggergli il
colpo di grazia (le celebrazioni vengono annunciate con altoparlanti).

La croce in ferro murata sulla punta presenta evidenti segni di ruggine. Tempo fa cadde una delle palle in pietra decorative della balaustra, sfondando un tetto sottostante. Insomma: sarebbe bello se, insieme agli appartamenti che girano intorno al portico, si potesse restaurare un campanile bellissimo, visibile da tanti punti del centro storico. Considerando, peraltro, che un rimontaggio della sola gru, rifatto in futuro, costerebbe un botto.

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