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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca

L'avvocato non paga i contributi all'Inps, lite davanti al giudice per le cartelle esattoriali 13 anni fa

Secondo il legale sarebbe tutto prescritto, per la Cassazione la Corte d'appello di Perugia non ha tenuto conto del differimento dei termini

L’avvocato non paga i contributi della gestione separata dell’Inps, ma la vicenda finisce davanti alla giustizia per stabilire se sia tutto prescritto.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Inps contro la decisione della Corte d'Appello di Perugia, “in parziale riforma della sentenza del Tribunale della stessa città, ha ritenuto tardiva la richiesta di pagamento dell'Inps nei confronti di ..., avvocato, tenuta al pagamento dei contributi alla Gestione Separata, relativi ai redditi da attività professionale prodotti nell'anno 2009”.

La Corte d’appello di Perugia aveva accertato “che alla data dell'intimazione di pagamento del 30.6.2015, il credito, venuto a scadenza il 16.6.2010, era già caduto in prescrizione”, ma l’Inps ha ritenuto non corretta tale decisione, rivolgendosi alla Cassazione.

I giudici romani hanno stabilito che “in materia previdenziale, la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il pagamento dei predetti contributi”, ma bisogna considerare “anche il differimento dei termini stessi”.

Come sarebbe avvenuto in questo caso, con tanto di accoglimento del ricorso e rinvio sempre alla Corte d’appello di Perugia.

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