Rischio contagio, i dati indicano che l'Umbria è tra i territori migliori nella lotta al Covid: il confronto con le altre regioni

L'ennesimo attacco a livello nazionale e internazionale in vista della Fase 2 per la mobilità tra regioni smentito dagli stessi dati nazionali (nazionali e non regionali) pubblicati da Protezione Civile e Governo

Assurdo, ma è tutto vero. Ancora una volta l'Umbria, quella presa ad esempio per contenimento del Covid e quella tra le prime pronte per la Fase 2 (con tanto di dossier scientifici), finisce sui giornali nazionali - grazie ai calcoli che non fotografano il vero e alle proiezioni del Governo per la mobilità tra regioni - come una sorta di lazzaretto per rischio contagio tanto è vero che la task-force nazionale al servizio dei ministri Boccia e Speranza prevede che dal 3 giugno noi umbri possiamo andare solo in Molise e Lombardia e solo molisani e lombardi possono venire da noi. Lo scrivono con tanto di grafici: Corriere della Sera, Messaggero e altre testate nazionali.

Tutto questo per quel famigerato calcolo adottato, che penalizza le regioni più piccole e più virtuose a fronte di territori con situazioni sanitarie più gravi. Calcolo basato su una singola settimana (dal 4 al 10 maggio scorso). Il bollettino del 22 maggio 2020 ancora una volta - ma è così da aprile - smentisce con dati reali il Governo e i tecnici: zero morti, zero contagi, tanti guariti e pochi ricoverati e solo 2 (d-u-e) in terapia intensiva. E intanto l'Umbria subisce un danno di immagine drammatico per la fase 2, in vista delle vacanze, in vista delle iscrizioni all'Università, in vista di una ripresa che si annuncia drammatica. Ma è un danno incalcolabile anche a livello, forse il più importante, di dignità e di rispetto per coloro che si sono battuti e si stanno battendo in prima linea contro questo dramma chiamato coronavirus.

Ma se l'Umbria, come dicono gli esperti del Governo, è confinata - per adesso - solo agli spostamenti in Lombardia e Molise... ma come sono messi realmente gli altri territori, quelli con un grado di rischio molto più basso del nostro? Semplice. Molto peggio di noi, anche se anche in quei territori il rischio è minimo, minimo e si sta lavorando bene per la Fase 2 in sicurezza.

I dati parlano chiaro e indovinate da dove arrivano? Dal Governo, attraverso l'Istituto di Sanità e della Protezione Civile, quindi non di parte in questa strana storia che sta mandando all'inferno la piccola Umbria. Prendiamo il bollettino di ieri: in Umbria gli attuali positivi sono 61 (al 21 maggio), ma nel resto delle regioni sono: 26.715 in Lombardia, 8.710 in Piemonte, 4.926 in Emilia-Romagna, 3.286 in Veneto, 1.877 in Toscana, 2.075 in Liguria, 3.637 nel Lazio, 1.832 nelle Marche, 1.373 in Campania, 1.839 in Puglia, 66 nella Provincia autonoma di Trento, 1.522 in Sicilia, 578 in Friuli Venezia Giulia, 1.272 in Abruzzo, 250 nella Provincia autonoma di Bolzano, 318 in Sardegna, 43 in Valle d’Aosta, 326 in Calabria, 194 in Molise e 60 in Basilicata. Prima sentenza: siamo in fondo alla classifica delle regioni in fatto di positivi (attuali), meglio di noi hanno fatto solo Basilicata e Valle d'Aosta. I nostri confinanti marchigiani, toscani hanno una media di 1800 positivi (contro i 60). Un indice che va oltre anche il parametro contagiati-popolazione residente. Quindi perchè noi siamo quelli messi peggio? Il calcolo per il 3 giugno, dunque, non è applicabile.

Ma andiamo avanti prendendo i dati drammatici sui morti a livello regionale: in Umbria da giorni il dato è fermo e si attesta a quota 74 a fronte di 1429 contagiati complessivamente. E' uno dei dati più bassi a livello nazionale. La tabella parla chiaro:  meglio di noi solo Molise (22) e Basilicata (27). Nelle regioni a noi vicine, con tasso di rischio più basso del nostro: Toscana (1004 deceduti), Marche (930), Emilia Romagna (4.025), Abruzzo (393), Liguria (1400). Anche il questo caso l'Umbria ha una percentuale decisamente minore anche rispetto al parametro contagiati-deceduti. Anche in questo caso affermare che la nostra regione è  tra le più a rischio contagio... non regge.

Ma andiamo avanti: isolamento sanitario. E' un dato molto importante perché fa capire, in parte, come sta procedendo la pandemia su un territorio. Insomma un campanello di allarme. I dati in Umbria: 42 attualmente a rischio e quindi isolati. E' uno dei dati più bassi d'Italia: meglio di noi solo Trento (20), Valle d'Aosta (16). E i nostri vicini? Marche 1705, Toscana 1607, Abruzzo (1092). I dati sono alti sotto qualsiasi parametro di confronto rispetto all'Umbria. Detto questo, dimostrato con dati reali e rapporti, come è possibile che si possano stilare delle previsioni con quei dati del report del Ministero della Sanità? E inoltre: ma come è possibile anche alla luce di quanto affermato con nota ufficiale dall'Istituto superiore di sanità: "non si tratta di una pagella... quel calcolo penalizza le regioni più piccole, seppur con rischi contagio bassissimi...". Domande a cui non sappiamo rispondere con dati concreti. 

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