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Grandi Opere per Perugia e l'Umbria, i progetti promossi o bocciati da Italia Nostra. I voti di Luigi Fressoia

Tanti no, tante critiche, spesso pesanti, verso gli amministratori comunali e regionali. Bocciato anche il Governo sul raddoppio Foligno-Fabriano

Niente di nuovo sotto il cielo dell’Umbria. La critica severa di Italia Nostra per bocca dell’architetto Luigi Fressoia, suo presidente. Sperpero di pubblico denaro, alla faccia della completa inutilità e dannosità della maggior part delle proposte. Notizie che Fressoia apprende “con raccapriccio” circa il Piano di Rilancio Nazionale inerente il Recovery Fund. Sperpero, sì. Perché, vi sembrano bruscolini “6,4 miliardi largamente ‘gettati al vento’, indebitando ulteriormente la Nazione e avviandola al tracollo definitivo”? Fressoia scrive documentatamente, andando giù duro: “C’è una forza misteriosa e malefica che aleggia da anni sopra l’Umbria e sopra l’Italia”. Presenze demoniache? Chissà, di sicuro sprechi
esecrabili per favorire i soliti (noti?).

Luigi Fressoia prende in esame una per una le schede della Regione e tutte le voci di spesa che qui non stiamo ad elencare, basti riassumere con le sue parole: “È un cimitero. Tolti alcuni, è un collage di progetti sbagliati e insensati, confutati da anni da chi ci capisce, ma ri-ostentati senza confronto per la sola forza del comando politico. Ancora una volta, per una mobilità al 90% solo automobilistica, ma con la sfacciataggine di rifarsi all’Europa, i cui fondi invece vogliono puntare al disinquinamento!”.

Segue l’accurata disamina. Il raddoppio della tratta Fabriano-Foligno è proposta debole senza il bacino di Perugia e aeroporto… Sono due miliardi buttati al vento. Invece è sensata la galleria Spoleto-Terni. La “velocizzazione” della Terontola-Foligno è giusta, se significa raddoppio di binario. La stazione MedioEtruria “per agganciarsi all’Alta velocità” è uno sproposito poiché il Frecciarossa già da tre anni parte da Fontivegge ogni mattina… È bene spendere per la Ferrovia Centrale Umbria (San Sepolcro-Terni) ma solo se trasformata in metropolitana di superficie (TramTreno), altrimenti sono soldi gettati al vento.

E ancora, via criticando: “La connessione dell’Fcu da Città di Castello (o da S. Sepolcro) ad Arezzo è uno sproposito ferroviario per vari motivi: 1- l’Alta Velocità in Umbria già c’è e basta potenziarla portandola fino Terni e ad almeno tre coppie/giorno; 2- l’Alto Tevere può andare ad Arezzo in autobus, a Perugia in TramTreno; 3- tra Castello e Arezzo è un territorio da attraversare molto tribolato, che chiede molte gallerie, per un costo non inferiore al miliardo, del tutto sproporzionato per l’utenza da servire”.

Non meno polemica la posizione sul “Nodino di Perugia” che da Collestrada punta verso Roma, ma il tappo è nella rampa stretta che sale alle gallerie di Perugia... Inoltre, “La seconda tratta del Nodo di Perugia non è indispensabile, è sufficiente una terza corsia, basta mettere il pedaggio ai soli mezzi pesanti sulla E45 e soprattutto prima bisogna ripristinare un efficiente sistema di mezzi pubblici a partire dal TramTreno”. Ironia pesante e motivata sulla cosiddetta “bretella” da Ponte Felcino a Ponte Rio e galleria
per Pian di Massiano.

Infine, pollice verso sul "cosiddetto Metrobus che in realtà è solo un bus elettrico invece che con motore autonomo; comunque destinato a camminare per quattro/quinti in mezzo al traffico della Pievaiola e limitrofe". Con quali esiti? “Similmente al Minimetrò, sarà un altro debito sulle spalle dei perugini però a beneficio di costruttori/fornitori bene ammanicati al ministero”. “Che almeno prima provino con normali bus uno ogni otto minuti, vedano se funziona, se vale la pena”.

Commento finale con pollice verso: “È una vergogna, è una gravissima crisi della democrazia italiana: giunta Tesei, Marini o giunta Lorenzetti non cambia nulla!!!!”. Assai severo il giudizio generale: “Stato come sistematico succhiamento di risorse dal corpo della nazione per regalarle alle oligarchie, padrone dello stato. Oligarchie sataniche: partiti, burocrati pseudo-tecnici e ‘imprese’ ammanicate con la politica, che GODONO nella distruzione d’Italia. E non senza chiamare in ballo il Sindaco di Perugia”.

Ma cosa c’entra il sindaco di Perugia? Alcune di queste opere “sono danni evidenti alla città di Perugia. Sono scelte strategiche, cioè destinate a segnare intere epoche. Nel silenzio e nella illegale assenza di adeguata partecipazione”. Esortazione finale: “Perugia ha bisogno di politici che la rappresentino e la difendano”. E scusate se è poco!

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