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Cronaca

Italia Nostra apre le ostilità sul restauro dell’Arco di Duccio. "Un discutibile restauro”

“È sotto gli occhi di tutti la generale decorticazione della superficie lapidea di tutto il paramento di facciata”

Italia Nostra apre le ostilità sul restauro dell’Arco di Duccio. Non l’hanno risanato, ma scorticato. Questa la tesi sostenuta dal presidente di Italia Nostra, sezione di Perugia, architetto Luigi Fressoia. Che stigmatizza l’operazione come “un discutibile restauro”.
Cosa c’è da rilevare di negativo?
“È sotto gli occhi di tutti la generale decorticazione della superficie lapidea di tutto il paramento di facciata”.
Con quali esiti?
“Oltre allo ‘sporco’, l’intervento ha arbitrariamente asportato ogni traccia di patina, cioè quella superficie naturale creata dal tempo e divenuta parte integrante del monumento”.
Insomma, un danno più che un beneficio! È accaduto in casi analoghi?
“In pratica è successo quanto si registra per altri interventi nella regione”. 
Ossia?
“Decorticazione e massimo sbiancamento: un quasi nuovo o ‘finto nuovo’ di cui non c’è alcun bisogno. Ma che, al contrario, priva i monumenti della propria lunga storia, testimoniata appunto dalla patina asportata”.
Quali i criteri del restauro violati dall’intervento all’Arco di Duccio?
“Italia Nostra deve ancora una volta denunciare il fatto che il Restauro viene tradito nei suoi dettami essenziali, debordando facilmente in operazioni arbitrarie. Metodologie che rendono appiattito, improprio e artificiale l’aspetto di monumenti e beni storici”.

Le patine, insomma, patiscono!
“Sembra dimenticato il ricco dibattito sulla patina, sul giusto confine tra pulitura e decorticazione, che ha animato per decenni la cultura del Restauro”.
Quali, a tuo avviso, le motivazioni di queste scelte che giudichi sbagliate?
“A spingere verso questi eccessi è probabilmente il meccanismo economico dell’appalto, il cui motore sembra risiedere, ancora una volta, nel massimo della spesa. Anche quando basterebbero interventi semplici, di pulitura e lavaggio delle superfici. Sebbene insieme alle operazione di necessario consolidamento e, ove opportuno, ai dovuti reintegri”.

Si spenderebbe di meno e si otterrebbe di più?
“Su questo non ci sono dubbi”.
Di chi la colpa: della committenza distratta, degli esecutori, di chi è tenuto al controllo?
“Italia Nostra chiede alla Soprintendenza le ragioni che hanno supportato tale ratio d’intervento, rilasciando parere favorevole. Invita, non di meno, la stessa Soprintendenza a una maggiore vigilanza, sia in sede di progetto che in fase di esecuzione”.

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