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Terrore Isis, trovati profili social che inneggiano all'estremismo islamico

L'indagine non si ferma. Mentre il mondo trema di fronte alla violenza dei miliziani dell'Isis, la Digos di Perugia rende noto: "Anche in Umbria persone tenute sotto controllo"

Il video dell’orrore sta facendo il giro del web. Ci sono voluti solo cinque minuti e due secondi per distruggere con barbara violenza la storia di una città, Mosul, che appare ormai indifesa, conquistata di fatto dall’esercito dell’Isis il giugno scorso. Ma mentre l’antica Ninive appare a noi lontana, non sembrano invece poi così distanti i miliziani dello Stato Islamico.

Ed è così che anche l’Umbria sembra tremare, dopo che quei messaggi di terrore sono arrivati anche in Italia. Messaggi che promettono “la guerra finirà solo quando arriveremo alle porte di Roma”. La Digos di Perugia lavora senza tregua. Non è, infatti, una novità che gli estremisti si  muovano tramite social network. A testimoniarlo quei 90mila tweet che ogni giorno appaiono nella rete. Intimidatori e beffardi.

In un’intervista, rilasciata al Corriere dell’Umbria, è il capo della Digos Francesca Moretta a rendere noto: “Di fronte all’avanzata della jihad sul web si sono moltiplicate le chiamate agli uffici di Pian di Massiano. Viene posta particolare attenzione alle amicizie, che spesso utilizzano i profili insospettabili per ampliare il raggio d’azione e postare videomessaggi degli indottrinatori”.

Sono in tutto una decina i profili che destano particolare preoccupazione e che vengono tenuti sotto controllo. Da quanto riportato sempre dal Corriere dell’Umbria sembra che nella rete siano apparsi anche frasi dell’Imam Mohammad al-Arifi. Al momento tra gli indagati appare il nome di una giovane, ma la rete potrebbe allargarsi, analizzando la cerchia di amicizie della ragazza. 

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