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Irregolarità nella gestione progetto del servizio civile, raffica di sanzioni per l'ente organizzatore

Revoca del programma, volontari assegnati ad altri servizi e cancellazione dell'ente dall'elenco nazionale. Il Tar annulla solo la cancellazione dall'albo

Revoca dell'approvazione del progetto di servizio civile, cessazione dal servizio dei volontari impiegati nel progetto (“fatta salva l'eventualità di un provvedimento di riassegnazione presso altro ente per la prosecuzione del servizio”) e cancellazione dall'Albo nazionale degli enti di servizio civile. È la sanzione irrogata dal Capo del dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ad un ente che aveva presentato e avviato un progetto nell’ambito del servizio civile nazionale a seguito di “alcune irregolarità nella gestione del progetto stesso”.

Una partecipante al progetto (che poi ha lasciato in aperto contrasto con l’ente) ha segnalato “l’inosservanza delle disposizioni in materia di rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale”, il “mancato rispetto dell'orario di servizio indicato nel progetto”, anche la “mancata rilevazione delle presenze degli operatori locali di progetto” e la violazione “dell'impegno di garantire la presenza, in sede, dell'operatore locale di progetto indicato nella scheda progetto e per il numero di ore ivi previsto” e, per finire, il verificarsi di “atti gravemente lesivi della dignità del volontario”.

Il Capo del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha valutato tutti questi elementi come avvenuti e ha ordinato “la cessazione dal servizio dei volontari impiegati nel progetto” e la “cancellazione dall’Albo nazionale degli enti di servizio civile della sede di Perugia”.

L’ente che aveva organizzato il progetto del servizio civile, però, non ci sta e si rivolge al Tribunale amministrativo per contestare le sanzioni e chiedere “l’annullamento degli atti gravati” per “sproporzione ed inadeguatezza delle sanzioni per un singolo ed isolato episodio” e “l’infondatezza delle censure mosse da parte ricorrente”.

I giudici amministrativi hanno confermato le sanzioni, ritenendo provate le irregolarità dell’ente nell’attuazione del progetto, tranne la sanzione della “cancellazione dall'albo degli enti di servizio civile” ritenendola eccessiva rispetto alle mancanza burocratiche.

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