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Cronaca

INVIATO CITTADINO Via dei Priori. Da barbieria a sartoria. Continua la vita dell’immobile della Società di Mutuo Soccorso

Dopo la chiusura della barbieria, quel vano al pianterreno ha trovato ben presto un nuovo locatario ed è tornato a vivere

Via dei Priori. Da barbieria a sartoria. Continua la vita dell’immobile al pianterreno del palazzo della Società di Mutuo Soccorso. C’era una volta (e c’è stato per oltre mezzo secolo) il barbiere Lanfranco Pompei, del cui pensionamento abbiamo dato commossa testimonianza [PERSONAGGI Lascia, dopo 63 anni di lavoro, il barbiere Lanfranco. Via dei Priori è più povera (perugiatoday.it)]. Dopo la chiusura della barbieria, quel vano al pianterreno ha trovato ben presto un nuovo locatario ed è tornato a vivere. Vi ha stabilito la sede di un nuovo negozio la signora Renata Mariotti, ferentinate, specialista nella creazione e nel trattamento del feltro. Con cui realizza non solo i tradizionali cappelli, ma elementi d’abbigliamento di classe, originali e artigianali.

Un ciclo completo. Già perché parte dalla materia prima che è la lana merino. Ma il bello è farla “infeltrire”. Di solito si ha la preoccupazione contraria: ossia che gli indumenti in lana non debbano infeltrire. Invece Renata si impegna a fare l’opposto. Operazione che richiede tempo e impegno. Ci spiega che quella lana, già tinta nei colori desiderati, viene trattata con sapone di marsiglia e acqua in quantità. Poi manipolata secondo delle precise regole. Alla fine del percorso, ottiene la materia prima, ossia una stoffa pesante, idrorepellente, ad elevato isolamento termico, con cui realizza capi improntati a creatività e cura sartoriale. Sia pezzi unici irripetibili che prodotti seriali, ma tutti creati con le sue mani di esperta artigiana. Fra gli oggetti in esposizione, anche complementi d’abbigliamento e bigiotteria, in materiali naturali: le palline delle collane sono fatte, appunto, di feltro.

Insomma: ieri abbiamo provato una gioia. Quella di vedere rianimata la bottega con prodotti di qualità artigianale. Altro che calze e mutande! Col dovuto rispetto (s’intende!) per la necessità delle une e delle altre. All’inaugurazione erano presenti alcuni soci della più antica Istituzione solidaristica cittadina (1861). Fra essi – in veste di cronista – l’Inviato Cittadino, che vi è iscritto. Ma soprattutto il presidente Primo Tenca, gli ottimi Cesare Barbanera, Vanni Capoccia, il fotografo Sandro Bellu, lo stesso Franchino che in quel luogo ha rasato migliaia di barbe e tagliato montagne di capelli. Ma c’erano anche i colleghi commercianti di negozi e botteghe di prossimità. Tutti a far festa e porgere auguri sinceri di successo e soddisfazioni.

Auguri di buon lavoro e di fortunato inserimento alla signora Renata che, per ora, fa la spola tra Ferentino e la Vetusta. La sua città d’origine è di almeno 300 anni più antica di Roma. E contiene le cosiddette “mura ciclopiche”, una cinta composta da blocchi di pietra murati a secco. Stretta analogia coi conci di travertino che sono di casa nella patria d’Euliste. Guarda tu le coincidenze!

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