Inviato cittadino - Sagrato della cattedrale dopo un sabato notte: scritte, cocci di bottiglia e sporcizia

Quel luogo sacro di storia e di preghiera è divenuto paradigma di degrado

Sagrato della cattedrale dopo un sabato notte di delirio: scritte, cocci di bottiglia, pedate dei gradini appiccicose di liquidi vari e… uno sporco ributtante. Quel luogo sacro di storia e di preghiera è divenuto paradigma di degrado. Le cose vanno sempre peggio. Tutta la notte a urlare e a bere. Del gruppo selvaggio fanno parte ragazzini letteralmente strafatti (ma le famiglie dove sono?). Anonimi e intercambiabili, barcollano senza sapere più chi sono e dove si trovano. E perché sono lì. Già: perché?

Dice il defensor civitatis Gianluca Papalini, vigile residente di Porta Sole e strenuo tutore della dignità cittadina: “Sono uscito stamattina alle 4:30 e ho visto ancora quei fantasmi: uno spettacolo penoso, un’umanità degradata, stravolta, inebetita. Non vanno nemmeno a letto. Alle prime ore del mattino, quelli che non avevano ancora smaltito le sostanze assunte, stavano attaccati ai brick di Tavernello”.

Bevono di tutto, specie robaccia, questi giovani. Ci sono, in città, esercizi che spacciano, a prezzi stracciati, alcoolici monnezza: i ragazzini li trangugiano e stanno male. Tutta la città chiede aiuto alla politica, alle forze di polizia, alle persone più responsabili. Fa male al cuore, e alle coscienze, avvertire la vertigine dell’abisso in cui stiamo precipitando.

La Fontana di piazza è ricoperta da deiezioni di volatili. Stamattina un operatore dell’acropoli è passato per via delle Cantine, luogo ormai assurto a prototipo di squallore, orinatoio a cielo aperto. Ha chiamato la Gesenu. “Stamane – dice – non sono venuti a pulire, disinfettare, deodorare. Tocca passarci di corsa per non svenire”.

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Il bianco dei travertini viene immondamente sporcato da individui persi, nemici della bellezza e della dignità di una città che ne ha viste di tutte. Ma che, realisticamente, è arrivata al capolinea. O si cambia, o si muore.

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