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L'INVIATO CITTADINO Spazi di affissione desolatamente deserti. Quando il degrado racconta la crisi

Basta fare un giro in città per rendersene conto: è uno spettacolo avvilente

Spazi di affissione desolatamente deserti. Quando il degrado racconta la crisi. Tutti quegli spazi per affissioni vuoti, rugginosi, con lacerti di carta sbrindellata, sono la spia di una caduta verticale dell’economia, ma riflettono anche un disinteresse per la cura della facies cittadina. È un fatto che le aziende in crisi hanno altro per la testa che pensare alla pubblicità e farci investimenti. Alcune hanno abbassato le saracinesche, altre si leccano le ferite con dipendenti in cassa integrazione o esposizioni con le banche.

Un fatto è certo: gli spazi di affissione sono vuoti e negletti. Sia i giganteschi 3*6 che quelli di più modeste dimensioni. Basta fare un giro in città per rendersene conto. È uno spettacolo avvilente. Che però denuncia anche una colpevole indifferenza a tenerla in ordine. Alcuni spazi, per la verità, sono stati coperti con carta azzurrina, che cela almeno i brandelli. Residui di vecchie affissioni, e perfino le parti rugginose delle zone affissi.

In caso di abbandono – il più comune – fa tristezza vedere lacerti di carta penzoloni. Sarebbe opportuno che chi di dovere procedesse a coprire questi scempi come è stato fatto solo in pochi casi. La cura per la città si vede anche da queste piccole cose.
 

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