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INVIATO CITTADINO La grande bruttezza: sottopasso abbandonato e preda dei vandali

Ma il fatto è che di questo sottopasso nessuno si serve e i suoi (un tempo candidi) muri perimetrali, sotto il piano stradale, sono divenuti dei tazebao sui quali i soliti imbrattatori scatenano la loro follia rubricatrice

Un’opera che più insulsa non si può: inutile e inutilizzata, imbrattata di scritte e scarabocchi, affiancata da una staccionata caduta e cadente. Ci riferiamo al sottopasso pedonale che dalla strada vicina alla Questura adduce al parcheggio adiacente al minimetro, non lontano dalla fontanella erogatrice dell’acqua “del sindaco”. 

Il complesso è ampio e strutturalmente sano, in cemento armato e con calpestabile in mattonelle rosse di vibrocompresso. Ma il fatto è che di questo sottopasso nessuno si serve e i suoi (un tempo candidi) muri perimetrali, sotto il piano stradale, sono divenuti dei tazebao sui quali i soliti imbrattatori scatenano la loro follia rubricatrice.

Tra i tanti loghi e simbolacci, spiccano un paio di scritte di protesta ideologica piuttosto sensate. La prima recita: “Stiamo pagando gli errori dei nostri genitori, dei loro padri, di decenni dei nostri valori”. La seconda ammonisce: “Questa Patria di valori, che manovra e fa favori”.

Quanto al resto, meglio tacere. Per dirne una, è più volte ripetuta la scritta ACAB che sta per “All cops are bastards”, ossia “Tutti i poliziotti sono bastardi” (titolo di un film di Sergio Sollima del 2011, in riferimento ai fatti della scuola Diaz). E il tutto a due passi dalla Questura. Se non è provocazione questa!

Ma non è nemmeno da escludere che questi imbrattatori siano talmente ignoranti da non saperne il significato e da essersi limitati a scimmiottarla dal film. La staccionata sul versante stazione minimetro è all’ecce homo: i corrimano sono ormai caduti, l’intreccio è traballante. Ma non c’è pericolo che, se la staccionata cade, possa far del male a qualcuno: per quel luogo non passa anima viva. Almeno di giorno.

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