Elce, Via Lorenzini e Via Vecchi, senza quelle scalette non s’incontrano più. Proteste

Elce, Via Alessio Lorenzini e Via Annibale Vecchi, prive di quelle scalette, non s’incontrano più.

Rispondono ormai al postulato geometrico di Euclide per cui due rette parallele non s’incontrano mai… se non all’infinito. Ma, come si sa, il concetto di infinito non è di questo mondo e così i poveri elcini devono compiere giri tortuosi per andare da una strada all’altra, non potendo più utilizzare una comoda bretella.

Cosa accade? Accade che, dopo oltre mezzo secolo di onorata attività, quelle scalette di collegamento si scoprono fuori legge e vengono inflessibilmente sbarrate da una rete metallica. Una nella parte superiore e una a metà partendo dal basso.

Perché a metà? Perché altrimenti una decina e oltre di studi medici, situati sopra la farmacia Caldari-Romozzi, non sarebbero raggiungibili e quei professionisti dovrebbero chiudere bottega e sloggiare. E i poveri pazienti dovrebbero mettere a dura prova la loro… pazienza.

Cos’è che non va? Si dice, di certo motivatamente, che quegli scalini non sono dotati di strisce antiscivolo, che non sarebbero del tutto a norma, che l’illuminazione sarebbe insufficiente… e via cantando.

Come porre rimedio? Semplice: mettendo tutto a norma e garantendo la sicurezza a quanti dovessero utilizzare quella comoda scorciatoia.

Chi paga? Vox populi sostiene che quelle scalette appartengano al condominio che, di conseguenza, dovrebbe caricarsi gli oneri relativi alla messa a norma. Il Comune si chiama fuori: affari vostri!

E fino ad oggi? “Come mai – sostiene qualcuno – quelle scalette sono state utilizzate per oltre mezzo secolo, senza che nulla accadesse, e solo ora ci si accorge che non vanno bene?”.

Quando fu realizzato il palazzone – in cui si trova la Coop, la farmacia, una banca (adesso chiusa), un negozio (attualmente di cinesi), più un elevato numero di famiglie residenti – la concessione edilizia prevedeva la realizzazione di quelle comode scalette a carico dell’impresa. E così fu

Ma il Comune ha preso in carico? Sembra proprio di no, altrimenti sarebbe obbligato a intervenire. Ordinariamente, dopo un decennio, un’infrastruttura di uso pubblico viene acquisita dal Comune che l’acquisisce e ne cura la manutenzione.

Perché il condominio deve pagare per un bene non esclusivo e a disposizione di tutti? In questo caso, si dice che nessuno abbia chiesto questo subentro e il Comune, per parte sua, non si è attivato in alcun modo.

E adesso? Sta di fatto che le due strade urbane erano comodamente collegate e ora sono due isole. I pazienti non possono accedere da sopra agli studi medici né alla farmacia, Così devono – come si dice – fare il giro dell’orto. Hanno due scelte: o arrivare in via Coriolano Monti e discendere, o farsi via Lorenzini in discesa, uscire all’intersezione con via Vecchi (vicino al negozio Acqua&Sapone) e venire giù alla farmacia o alla Coop.

(Non)soluzione… provvisoria, fino a quando? Per ora, hanno sbarrato l’acceso da sopra e da sotto. Un cartello avvisa “Divieto di passaggio per motivi di scurezza. Realizzazione di lavori di manutenzione”. Ma, per il momento, di lavori non si vede nemmeno l’ombra.

E la gente? Si arrangi. Non si sa fino a quando gli elcini dovranno avere pazienza. Pare che ce ne vorrà parecchia.

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