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Cronaca

INVIATO CITTADINO Quell’edicola non è un tazebao. Qualcuno dovrà pagare i danni

Parla Marco Billi, titolare dell’Edicola Cucina alla Pesa

La notizia del flash mob a favore di Julian Assange è ormai archiviata. Manifesti (bilingui) che ricordano quanto accade e sta per accadere al giornalista sono affissi alla serranda della storica edicola allo Slargo della Pesa.

Ma qualche domanda s’impone: Il titolare dell’edicola è stato informato? Ha dato l’assenso all’utilizzo della sua proprietà come spazio di affissione? È lui stesso il promotore dell’iniziativa?

Da noi contattato, Marco Billi premette: “Sia chiaro: non ho nulla a che fare con questa azione”.

Afferma: “Intendo fare un altro lavoro che interessarmi della politica. E credo di averlo in più occasioni dimostrato”

Aggiunge: “Non voglio essere accreditato a una parte né all’altra”.

Precisa: “Sappiano i residenti della Pesa e chi mi conosce che non ho dato nemmeno nessun permesso, né gratuito né oneroso, a questa affissione”.

Commenta: “Facciano i rivoluzionari a casa loro. Io, con la mia  visione del mondo e col mio lavoro, credo di essere assai più rivoluzionario di loro. Ti autorizzo a scriverlo”.

L’ha presa veramente male. Anche perché fare i propri comodi a casa degli altri è una cosa che non gli va giù.

Hanno attaccato quei manifesti con la colla e Marco osserva che staccarli sarà un problema. Occorrerà incaricare qualcuno che dovrà essere pagato.

Le luci accese. Ecco perché ieri sera ha  voluto accendere le luci dell’Edicola Cucina. Devono vederlo tutti quello che gli hanno combinato. A sua insaputa. E non per modo di dire.

È pronto a chiedere i danni. E ci sarà pure un’autorità che dovrà dargli ragione.

Qualcuno dovrà pur rispondere -  dice - della prepotenza che mi hanno fatto subire”.

Foto - Quell’edicola non è un tazebao

(ph. Sandro Allegrini)

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