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INVIATO CITTADINO Quel camminamento di viale Roma che con la pioggia diventa un acquitrino impraticabile

Quel camminamento di viale Roma, se solo vengono giù due gocce, diventa un acquitrino impraticabile. Lo segnala all’Inviato Cittadino la lettrice Patrizia Bragetti che riferisce come la circostanza colpisca, indifferentemente, sia i runner che i normali pedoni. 

Ma cos’è accaduto? Semplicemente: il fango è “buon conduttore” del breccino, che viene letteralmente mangiato e finisce sotto il piano di calpestio. Tanto che la superficie diventa un loto. Non nel senso di fiore dell’oblio, ma a significare melma, pantano, fanghiglia.

Quale la soluzione? Ripristinare “una bella quantità di breccino, che prima era presente e ora è pressoché sparito”.

Quel camminamento dovrebbe divenire un vero marciapiede, ossia riacquistare una consistenza tale per cui si possa percorrerlo senza affondare nelle sabbie mobili. Consolidare, senza cementificare né incatramare. Percorrere quel viale sotto le piante è un’esperienza che sa ancora di natura. Quindi: rispettiamone la facies storica, ma senza affondarci!

La soluzione corretta è quella di manutenere: verbo sconosciuto alle varie amministrazioni che si succedono alla guida della Vetusta.

Salvaguardare l’incolumità delle persone: questo è il problema. La sicurezza, invece, viene meno quando – per evitare di infangarsi – si è costretti a marciare sulla carreggiata. È così che si può finire “strusciati” da parte di qualche vettura condotta da guidatori poco attenti e imprudenti. Lo dice uno che di marciapiedi fa quotidiana esperienza.
 

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