INVIATO CITTADINO Sotto piazza Cavallotti tra problemi gravi, accuse e richieste di danni

Sotto piazza Cavallotti (oltre all’antica e bellissima strada romana) c’è una serie di problemi gravi che hanno comportato accuse, richieste di danni e carte bollate. Ecco spiegato il mistero di quelle transenne “provvisorie”, al centro della piazza, ormai entrate (a buon diritto) come elemento stabile del paesaggio urbano. Infatti i pullman bestioni spaccatutto che percorrono la piazza (regolarmente vuoti e sempre più grossi) producono danni che si vedono e altri che non si vedono.

Visibilia. Quella vera in travertino, intorno alla grata circolare, è perennemente sbriciolata. Le pietre sconnesse e fratturate mostrano fenditure che sono vere trappole per i tacchi delle signore. Il rumore che producono al passaggio dei mezzi è sinistro. Quando piove, riemerge melma giallastra che imbratta mezzi e persone. Insomma, fra i problemi evidenti, lo scollamento e la fratturazione delle pietre di pavimentazione.

Invisibilia. Fra i danni occulti ai più, vanno citate le infiltrazioni d’acqua che rendono inutilizzabili gli ambienti posti al di sotto di quel piano calpestabile e… super carrabile. Fra i danneggiati, la proprietà di una nostra lettrice, già titolare di una splendida Galleria d’arte che ha ricevuto danni pesanti, a far capo dal 2016. Degli ambienti sotto via Cesare Battisti sono stati resi, di fatto, inutilizzabili. È dunque in atto un contenzioso legale che oppone la proprietaria e il Comune di Perugia. La questione doveva essere dibattuta nel mese di marzo, poi è stata rimandata a giugno e – causa coronavirus – a ottobre.

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Si tratta di un locale, categoria C1, per il quale viene regolarmente pagata l’Imu, sebbene tale proprietà non costituisca ormai fonte di reddito, ma solo di spesa. Insomma: la titolare ci rimette due volte. Infatti paga e non riscuote. Come si dice: il danno e la beffa. Quello spazio è un vero capolavoro ed era una chicca a disposizione di artisti di rango. Ora è tutto chiuso, con danni dei quali qualcuno è chiamato a rispondere.
 

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