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L'INVIATO CITTADINO Perugia, alla ricerca dei bagni pubblici perduti: ecco dove erano

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Un tempo in città c’era abbondanza di bagni pubblici. Le immagini d’epoca ci restituiscono una Porta Santa Croce – i Tre Archi dei perugini – ove l’adiacente Porta dei Funari fu chiusa e usata per ospitare “Pubbliche latrine”. Oggi i “cessi”– parola derivante dal latino “cedo”, ritirarsi – sono in via d’estinzione. Ma risulta interessante compiere un excursus intorno alla storia dell’igiene urbana attraverso la ricerca delle perdute “latrine”. Termine che discende dal latino “lavatrina”, ossia “luogo fornito di acqua ad uso igienico”. Perugia ne aveva di bellissime, ben tenute e ampiamente utilizzate. In qualche centinaio di metri, solo tra Porta Pesa e piazza Fortebraccio, c’erano ben tre strutture comunali.

Un tempo in città c’era abbondanza di bagni pubblici. Le immagini d’epoca ci restituiscono una Porta Santa Croce – i Tre Archi dei perugini – ove l’adiacente Porta dei Funari fu chiusa e usata per ospitare “Pubbliche latrine”. Oggi i “cessi”– parola derivante dal latino “cedo”, ritirarsi – sono in via d’estinzione. Ma risulta interessante compiere un excursus intorno alla storia dell’igiene urbana attraverso la ricerca delle perdute “latrine”. Termine che discende dal latino “lavatrina”, ossia “luogo fornito di acqua ad uso igienico”. Perugia ne aveva di bellissime, ben tenute e ampiamente utilizzate. In qualche centinaio di metri, solo tra Porta Pesa e piazza Fortebraccio, c’erano ben tre strutture comunali.

Alla Pesa, sotto il muro di via del Pasticcio, vicino all’antica bascula daziaria, esistevano dei bagni custoditi. Sono stati da poco rimessi a posto, anche se i lavori non sono ultimati. Se ne occupava il “portiere di quartiere”, ma adesso sono definitivamente chiusi. Poco oltre, via della Volpe (traversa a sinistra salendo per via Pinturicchio) ospitava bagni nei quali c’era anche il servizio doccia. Si fornivano pure asciugamani e sapone di marsiglia. I perugini vi accedevano anche da via Scoscesa. Oggi i locali sono chiusi tramite robuste cancellate. Poco più avanti, sotto il piano stradale di via Pinturicchio, vicino a piazza Grimana, in adiacenza al campo da basket, ci sono due bagni rimessi in sesto, ma chiusi. Peccato che non sia stato previsto il posto per il custode, che non può certo rimanere all’esterno. Qui i giovani, italiani e stranieri, accaldati per le partire a pallacanestro, entravano per rinfrescarsi e per soddisfare fisiologiche necessità. Poi tutto è stati sbarrato e annega nell’incuria.

Servizio d’eccellenza ci fu al belvedere della Rocca Paolina, sopra via Marzia, con ingresso su viale Indipendenza, dove erano attivi dei bagni pubblici bellissimi. Oggi, al loro posto, c’è il bar “Punto di vista”, da cui si scorge San Domenico, il Borgo Bello e vasta parte della città bassa. Sempre lungo viale Indipendenza, vicino alle vecchie celle frigorifere comunali della Paolina, esisteva un “Diurno”, ossia un albergo in cui ci si recava per servirsi di docce e impianti igienici. Oggi invece c’è il bagno del Book shop della Rocca, il più delle volte fuori servizio o comunque a chiamata, come l’ascensore per disabili. Un progetto appena approvato promette di ripristinarli in modo adeguato.

Al Borgo d’Oro, in via del Fagiano, in prossimità degli uffici Adisu di via Benedetta, c’erano bagni e docce pubbliche. Oltre ai cittadini, ne facevano uso gli operai delle Officine (col noto logo dell’elefantino), aperte da Aldo Piccini nel 1949. Oggi, dopo anni di degrado, gli ambienti sono stati trasformati in monolocali abitati da studeti in via Boncambi – tra corso Vannucci e via della Cupa – c’è un automatico di recente realizzazione. Bagni puliti ed efficienti sono posizionati ai due terminal del minimetro.

Il primo a Pian di Massiano, il secondo al Mercato Coperto, ora soggetto a un grosso progetto di riqualificazione. Per il resto, in città c’è poco altro. È vero: ci sono i bagni dei bar, ma occorre consumare qualcosa per accedervi. E se fosse la carenza di bagni a indurre tanti malcreati a orinare per strade e vicoli della Vetusta? Un discorso a parte faremo per gli orinatoi a muro, definitivamente cancellati.

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