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Cronaca

L'INVIATO CITTADINO In via Cartolari, effigiate sui muri opere (o provocazioni) che "parlano"

Botte” e risposte: tra goliardia, comportamenti da becero maschilismo e risposte da garbato femminismo. Ma quell’opera è una gentile provocazione. Nel distretto “artistico” di via della Viola (per l’esattezza in via Cartolari) è comparso un cartellone di generose dimensioni, punteggiato da protuberanze realizzate con cartapesta. Si direbbe che questi rilievi simulino, giocosamente, dei seni femminili.

Non è mancato chi ha raccolto la provocazione e – forse durante il recente Festival di strada, molto partecipato – si è divertito a colpire quelle prominenze schiacciandole, probabilmente a suon di pugni. Si è trattato di un lavoro sistematico: ne avessero salvata una! Un nonviolento ha scritto, vergandolo con robusta biro “Stop alla violenza sulle tette”. Ma il gioco non finisce qui. Infatti, una diversa mano (che si direbbe femminile, desumendolo dal tratto fino e gentile, o forse da maschio gaudente) verga la scritta: “Per il massimo piacere, per meglio godere, le tette vanno accarezzate”.

Sfida, a distanza, tra due diversi atteggiamenti per testimoniare sensibilità diverse. Ma anche un modo spiritoso per farci concludere che, in via Cartolari, gli artisti realizzano sui muri opere che  “parlano”.
 

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