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INVIATO CITTADINO Mantignana in ebollizione. "Le strade e i sentieri in mappa non si chiudono"

Mantignana in ebollizione. “Le strade e i sentieri in mappa non si chiudono. Questa è una prepotenza bella e buona. Manca la manutenzione e allora si compiono scelte pilatesche”. Lavori in corso oltre l'argine del torrente Caina.

Quale lo scopo? Far confluire le acque piovane, in caso di esondazione, nella zona di Mantignana (Corciano). Simonetta Franchi, fotografa, letterata e coltissima antichista, oltre che discendente da una delle famiglie perugine di chiara fama, scrive all’Inviato Cittadino rilevando: “Vicino a casa mia, si trova una delle tante stradine campestri, usata come scorciatoia per andare dall'altra parte del torrente e congiungersi con un'altra strada interna”.

Cosa è accaduto? “È stata interrotta, senza alcun preavviso, né da parte dellEnte preposto ai lavori, né dal Comune di Corciano”.
Insomma, un’operazione improvvida? “Questi attraversamenti sono presenti in mappa e sono antichi. Non si possono rimuovere e cancellare”.
Quali le reazioni dei cittadini?v“Assolutamente e concordemente negative da parte dei mantignanesi tutti. Che hanno in animo di promuovere una sottoscrizione di protesta e costituire un Comitato contro questa decisione di chiusura senza senso”.

Quali le motivazioni addotte? “È stato detto che il motivo delle chiusure consiste nell’evitare le conseguenze delle eventuali esondazioni della Caina. Anziché realizzare un macrointervento, ne hanno fatti numerosi, più economici e meno impegnativi. Dicono anche per mancanza di personale”.

Allora che ti fanno? “La logica è stata quella del ‘meglio chiudere e non pensarci più’. Una bella trovata alla Ponzio Pilato!”.
Ma il pericolo di esondazioni di quel piccolo torrente è reale? “L’ultima risale al 5 Gennaio del 2010, e provocò danni enormi ai terreni, alle case e alle aziende di Mantignana”.

Ma sono evitabili? “Certamente. È la mancanza di manutenzione costante dell'interno e dell'esterno degli argini, a provocare disastri!”.
Ma non ripuliscono gli argini? “L’ultima volta che furono ripuliti gli argini è stato dieci anni fa”. La protesta monta, ma intanto quei passaggi restano chiusi. E c’è chi ci rimette del suo. Alcuni titolari di terreni sostengono di essere stati di fatto privati di porzioni di proprietà senza indennizzi e, addirittura, senza nemmeno essere stati avvertiti.
Un esproprio coattivo? “Macché! Una vera prepotenza”, sostengono.
 

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