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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

INVIATO CITTADINO Borgo Bello. Arco di Duccio e non solo. Risanata la pittura murale nell'edicola sul versante interno della Porta

Borgo Bello. Arco di Duccio e non solo. Risanata la pittura murale incastonata in edicola nel versante interno della Porta. Presentazione ufficiale di un restauro conservativo da anni atteso: quello della Porta da cui entravano i romani pontifices accolti dal popolo ‘magno cum gaudio’ (vero o presunto che fosse!). Gli step del restauro sono stati seguiti da questo giornale che ne ha raccontato le fasi e le non sopite polemiche relative a una (vera o presunta) decorticazione [Italia Nostra apre le ostilità sul restauro dell’Arco di Duccio. "Un discutibile restauro” (perugiatoday.it)]. Diatribe che speriamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle, dopo i necessari chiarimenti [Arco di Duccio. Quel restauro è stato eseguito nel completo rispetto dei canoni e delle prescrizioni (perugiatoday.it)].

In altre pagine del giornale raccontiamo l’inaugurazione, riportando il comunicato ufficiale ricco di dettagli, così come emanato dal Comune di Perugia [Perugia, nuova vita per il gioiello di Borgo XX Giugno: l'arco di Duccio torna a splendere (perugiatoday.it)]. È vero che le fasi del restauro dell’Arco di Duccio sono state seguite, ed eseguite, coram populo con intensa partecipazione. Ci pare però assai significativa anche la “riscoperta” della pittura murale sul lato interno della Porta. Lavoro che era impossibile seguire, causa coperture, e che adesso appare nella sua bellezza e rappresentatività. Con piena leggibilità di due campanili cittadini attinenti proprio alla zona in questione, costituendone un fiore all’occhiello.

Ricordo che l’affresco era già stato oggetto di un (maldestro) restauro, finanziato dall’Archeoclub Italia, e risalente al 1990. Non si trattò di un intervento corretto ed efficace, se è vero che - a distanza di una trentina d’anni - le condizioni di quell’opera sono esecrabili. La pittura murale settecentesca era in condizioni di notevole degrado. Alcune campiture, come quelle interessate alla testa della Vergine, erano ormai illeggibili. Intonaco solcato da ampie fenditure da risarcire, sollevamenti della pellicola pittorica. Insomma: un pianto.

L’azienda Capitolium di Roberto Bordin, con la presenza vigile e professionale dell’architetto Maria Carmela Frate (progettista e direttrice dei lavori), ha fatto un lavoro impeccabile. Il dipinto murale raffigura la Madonna del Rosario tra i grandi santi Domenico e Francesco. L’edicola è ora adeguatamente illuminata e reca (nella parte bassa centrale, vedi foto) anche la rappresentazione dei due principali campanili della città: quello di San Domenico e quello di San Pietro. Quasi non si distinguevano più. Ora sono perfettamente riconoscibili. Un dubbio: la chiesa di profilo sulla sinistra potrebbe essere quella di San Costanzo? Una perplessità che ci piacerebbe fosse chiarita. La pertinenza territoriale ci sarebbe tutta. Insomma, una restitutio che non esito a definire perfetta. Del che, da veri perugini, non possiamo che compiacerci.

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