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Cronaca

Detenuto anziano e invalido: la sua condizione non è incompatibile con il carcere, ma meglio ai domiciliari

La decisione del Tribunale di Sorveglianza: età avanzata e patologie consentono l'espiazione della pena in altra sistemazione

Cammina solo con le stampelle o con la sedia a rotelle, è anziano e malato, non ci sono rischi di fuga o di reiterazione di reati, quindi può usufruire degli arresti domiciliari.

È quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia chiamato a decidere sulla richiesta di un detenuto la cui età è “largamente superiore ai settanta anni” e che presenta “gravi condizioni di salute”. Per i giudici “ove vi sia la disponibilità di un domicilio non descritto come di per sé inidoneo allo scopo e la possibilità di mettere in opera opportune prescrizioni, il fatto che le condizioni patologiche del soggetto, pur significative, non siano tali da determinare una incompatibilità assoluta con il carcere non impedisce che venga disposta la detenzione domiciliare”.

Un modo per “poter contemperare l’esigenza di esecuzione penale e i rischi di recidiva con una valutazione umanitaria concernente il peso della restrizione carceraria in presenza delle suddette condizioni”.

Il detenuto, oltre che over 70, risulta “affetto plurime condizioni patologiche concomitanti” a livello cardiaco, di diabete, di quasi cecità e vari problemi ortopedici che lo costringono a deambulare “con ausilio di due bastoni canadesi e per i lunghi percorsi con sedia a rotelle”, con tanto di assistenza alla persona autorizzatogli per le normali attività quotidiane. Condizioni che, seppur non incompatibili con il carcere, sono tali da richiedere una sistemazione più umana per il detenuto.

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