rotate-mobile
Cronaca

Intervista al regista Lodovico Gasparini: "Così ho raccontato all'Italia Luisa Spagnoli"

A parlarne, in una intervista a PerugiaToday, è il regista Lodovico Gasparini che ci racconta il successo di Luisa Spagnoli: "una donna straordinaria, che ha vissuto di sogni e si è battuta per realizzarli"

Perugia come un meraviglioso set cinematografico; i suoi scorci, la sua antica testimonianza storica e i suoi paesaggi, sono tornati indietro di oltre un secolo per raccontare la vita di un personaggio chiave nella storia economica e sociale dell’Umbria; Luisa Spagnoli. La mini serie, trasmessa l’1 e il 2 febbraio su Rai1, ha registrato un successo nazionale con oltre 14 milioni di telespettatori, portando- nelle case e nel cuore degli italiani- la viva testimonianza di una città, Perugia, e di una delle sue figure più rappresentative ed amate. E si, perché è impossibile non spiegare il successo di questa imprenditrice ante litteram senza narrare la sua vita straordinaria, fatta di valori, passione, tenacia, amore e anticonformismo.

Ed è così che la fiction “Luisa Spagnoli” - una produzione Rai e Moviheart, girata in gran parte in Umbria, ma anche a Biella e Torre Astura (Nettuno) - interpretata da una credibilissima e preparata attrice partenopea, Luisa Ranieri, ha saputo fondere il lato più intimista ed umano di una donna in grado di sfidare le etichette dell’epoca, con quella dell’ imprenditrice geniale, lungimirante, solida, che contribuì a delineare lo sviluppo economico dell’Umbria già nei primi anni del 900. Inizialmente con la fabbrica della Perugina e poi con il colosso della casa di moda Luisa Spagnoli che ancora detta i parametri dell’eleganza femminile.

A parlarne, in una intervista  a PerugiaToday, è il regista Lodovico Gasparini, che  racconta il successo di Luisa Spagnoli

La ficition, andata in onda su Rai1, ha ottenuto ascolti record, si aspettava tutto questo successo?

“Non mi aspettavo un successo così grande; il progetto era partito un po’ in sordina, grazie al produttore Massimiliano La Pegna, con cui abbiamo lavorato in sintonia per rendere al meglio la sceneggiatura (scritta da Franco Bernini e Gloria Malatesta), abbiamo allestito un cast notevole per una fiction italiana: da attori bravissimi a location giuste, alla scelta dei costumi, a quella dei tecnici, alla fotografia, fino alla musica scritta da Paolo Vivaldi. Tutti questi aspetti  hanno concorso per rendere la fiction un successo. Andare a scavare personaggi storici importanti che possano insegnare alle future generazioni, è stato inoltre un lavoro molto stimolante. Ho voluto soprattutto parlare ad un pubblico femminile, raccontarle qualcosa che potesse entusiasmarle ed offrire ancora stimoli positivi, quasi una sorta di identificazione”.

Quali sono gli aspetti che l’hanno maggiormente colpita di Luisa Spagnoli?

“ Un grande esempio per le donne di oggi e per gli uomini in generale; una donna che può ancora insegnare molto. La sua esperienza è un monito a non arrendersi di fronte alla propria condizione iniziale; Luisa Spagnoli, di umili origini, con passione, coraggio e generosità insegna che si possono inseguire i propri sogni, che si può fare qualcosa di importante per se stessi e per la propria comunità. La dote straordinaria di Luisa, pur vivendo in una società che di fatto negava qualsiasi diritto alle donne (dall’istruzione al mondo del lavoro) è stata la tenacia ma anche il suo senso di giustizia verso il lavoro e verso le operaie della sua fabbrica. Non solo è riuscita a diventare un’ imprenditrice di successo, ma ha inseguito l’amore e la libertà. Concetti quasi inimmaginabili all’epoca”.

La fiction non ha voluto rappresentare una biografia vera e propria, quanto la descrizione di un carattere, di un personaggio..

“Esatto, volevo portare sotto i riflettori non tanto una biografia esatta su Luisa Spagnoli, ma creare un personaggio che fungesse da esempio alle donne di oggi. Si parla tanto di femminismo, libertà ma ancora, in fondo, è una illusione. C’è molto da lavorare sulla libertà delle donne. La Spagnoli in questo è un esempio fortissimo: dipende solo dalla propria forza poter superare barriere e ostacoli sociali.

Un successo anche per la splendida attrice partenopea Luisa Ranieri, che ha dato il volto all'imprenditrice perugina..  

 "Tra Luisa Ranieri e la protagonista ci sono molte similitudini; oltre alla bravura interpretativa, anche lei ha un carattere forte, deciso, una vera passione per il proprio lavoro. Si è calata perfettamente nei panni della Spagnoli, una donna straordinaria, che ha vissuto di sogni e si è battuta per realizzarli".

Il primo ciak inizia proprio nel centro storico di Perugia, in Piazza IV Novembre, è stato difficile trasformarla in un ‘set cinematografico naturale’ nonostante la connotazione temporale traslata di oltre un secolo indietro?

“Siamo stati letteralmente baciati dalla fortuna con questa città; ovunque si posi l’occhio, non si può far altro che ammirare la bellezza del centro storico di Perugia, dove per altro abbiamo aperto il primissimo ciak. Grazie alla sua connotazione architettonica e alla sua bellezza, non è stato difficile riportarla ad un secolo fa. È bastato ‘chiudere’ ciò che poteva far pensare alla modernità (dalla vetrina di un negozio ad un auto) per ricostruire un vero set cinematografico coevo all’epoca di Luisa Spagnoli, grazie anche a Cosimo Gomez, che ha curato la scenografia".

Quanto è stata importante la collaborazione con la famiglia Spagnoli?

“Molto, ci hanno aperto la villa di famiglia per le riprese, hanno realizzato due splendidi abiti di alta sartoria per alcune scene della fiction. Nicoletta inoltre ha seguito con molto interesse le riprese del film, all’inizio magari con curiosità, poi con sempre maggior passione ed interesse, ci è stata di grande supporto. Credo sia veramente l’erede, in tutto e per tutto, della sua bisnonna Luisa”.

Dopo aver girato nel 2008 le riprese di Don Matteo 7 a Gubbio, torna ancora in Umbria per la fiction su Luisa Spagnoli, c’è un posto che l’ha colpita particolarmente?

“È una regione meravigliosa, dolce,  amo molto questa terra, in generale. Le confido anche che nel tempo mi piacerebbe trovare un casale, un po’ di terra, e passare i miei momenti di relax fuori dal caos di Roma. In Umbria c’è ancora la possibilità di fermarsi e posare l’occhio su scenari incantevoli”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Intervista al regista Lodovico Gasparini: "Così ho raccontato all'Italia Luisa Spagnoli"

PerugiaToday è in caricamento