Cronaca

Come salvare dalla fine e dal degrado il parco di Montegrillo. Fausto Pelliccia (finora inascoltato) avanza il Progetto La Botticella

Come salvare dalla fine e dal degrado il parco di Montegrillo. Fausto Pelliccia avanza il Progetto La Botticella. Quali i punti salienti della crisi del quartiere di Ponte d’Oddi?
“Sono numerosi. Mi imito a ricordare l’invecchiamento progressivo della popolazione e il mancato ricambio generazionale. Fatto che ha comportato una drastica diminuzione della popolazione: dai 5.000 abitanti degli anni Ottanta agli attuali 2.900, di cui più del 50% sopra i cinquanta anni”.
Con quali principali conseguenze?
“Tra le altre, la chiusura di diversi esercizi commerciali di prossimità e di primario interesse: la barbieria, la parrucchieria, due negozi di abbigliamento, l’erboristeria. La banca ha perfino tolto il bancomat”.

il parco di Montegrillo: tra degrado e incuria

Problemi logistici?
“Il senso unico Ponte d’Oddi-Rimbocchi ha isolato il quartiere e condannato i commercianti locali alla sistematica chiusura delle loro attività. Gli esercenti hanno subìto la diminuzione degli abitanti e la concomitante mancanza dei clienti di passaggio, che ha danneggiato anche i residenti con la diminuzione dei servizi”.
Mutamenti antropologici?
“Il cambio delle abitudini dei cittadini, i social-media, lo sviluppo dei centri commerciali, hanno, di fatto, eliminato i contatti tra i residenti, che hanno relegato le proprie abitazioni a livello di mortificante dormitorio, anche e soprattutto per la mancanza di progetti propedeutici per ridare fiducia ai cittadini ed alle nuove generazioni”.

Cosa auspichi?
“Per esempio un ritorno al contatto col territorio. Penso, ad esempio, alla famosa gita fuori porta. Si faceva rifornimento (in due famosi negozi di generi alimentari) di pane, affettati e fiaschi di vino, per poi andare a fare il picnic in cima a Montegrillo, nella zona denominata della “Botticella”.
Un luogo e abitudini da riscoprire?
“Questa ricchezza va riscoperta e riproposta ai Perugini, che possono godere gratuitamente di otto ettari di parco in posizione privilegiata. Dal punto più alto del parco pubblico, denominato la “Botticella”, si gode la vista di un panorama meraviglioso. Partendo da nord si vedono Monte Acuto, Monte Tezio, Monte Catria, Monte Cucco, Monte Maggio, Monte Serra Santa, Monte Penna, Monte Pennino e tutta la catena degli Appennini dell’Umbria centrale, fino ai monti Sibillini. Più in basso, oltre la piana del Tevere, si scorge il Monte Subasio e la città di Assisi”.

Hai scritto agli amministratori per manifestare questa tua proposta?
“Certamente: l’ho fatto dal 2019, ma non ho ricevuto risposte”.
Ci sono lavori da fare, strutture da recuperare, percorsi da rinnovare?
“Le proposte sono affiancate da un elenco preciso di interventi per dare gambe alla proposta”. Su questo aspetto torneremo in un prossimo servizio.

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