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L'INTERVENTO Coronavirus: "tanto muoiono solo gli anziani”. Ora basta, serve rispetto!

E' un ritornello che si sente ovunque e in molti lo scrivono pure sui social come se fosse il metodo per sminuire questa emergenza. Mario Bravi, segretario dello Spi Cgil, spiega quanto sia nocivo, disumano e sbagliato

E' un ritornello che si sente ovunque e in molti lo scrivono pure sui social come se fosse il metodo per sminuire questa emergenza. Mario Bravi, segretario dello Spi Cgil, spiega quanto sia nocivo, disumano e sbagliato. Noi concordiamo su tutto con il segretario del maggior sindacato dei pensionati dell'Umbria. Buona lettura e fate tesoro. 

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di Mario Bravi - Segretario generale SPI-CGIL Perugia

Il ritornello che ci inonda ”per fortuna muoiono solo i vecchi e i malati” è stucchevole e cinico, così come l’invito a isolare l’anziano a casa. Nella nostra provincia di Perugia gli ultra 65enni sono ben 154mila (di questi 21.500 vivono da soli) e gli ultra 80enni, 48mila. Spesso vivono nei centri storici e nelle realtà più periferiche della nostra provincia, dove gli anziani sono l’ultimo presidio rimasto rispetto allo spopolamento devastante in atto!

Enfatizzando l’età e minimizzando il problema, se il Coronavirus (come succede nella realtà) colpisce le persone più avanti negli anni, si tende a raffigurare queste persone come semplici numeri. E questo comporta un rischio per la nostra società: che gli anziani vengano visti come un peso e non come una risorsa per la nostra comunità!

Che siano un punto fondamentale della tenuta sociale in un momento così difficile lo dimostrano tanti elementi oggettivi. L'ultimo in ordine di tempo è che di fronte alla chiusura delle scuole decisa dal Governo, sono in gran parte proprio nonne e nonni a svolgere una funzione fondamentale in una logica di grande legame intergenerazionale.

Per questo invitiamo le istituzioni tutte a sostenere la terza e la quarta età, in un momento delicato e difficile per tutti, nella consapevolezza necessaria che gli anziani costituiscano una cerniera fondamentale di tenuta della coesione sociale dei nostri territori. Solo con questa consapevolezza e con interventi concreti, non discriminatori, si puo’ uscire in positivo dalla sfida difficile che abbiamo di fronte!


 

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