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Capodanno 2017, in piazza Grande compaiono scritte deliranti sulle casette del mercato

Capodanno 2017, piazza Grande: scritta delirante, frutto di ebbrezza alcoolica o solo partorita dalla mente di un imbecille. Una mano anonima l’ha vergata col pennarello nero, su una delle casette del villaggio commerciale. Lato posteriore, in faccia alla cattedrale. Funge da supporto scrittorio la casina più piccola, quella che i perugini hanno scherzosamente definito “casetta del supplente del custode dell’albero”, in quanto più piccola di quella posta dall’altro lato.

La notte di San Silvestro hanno fatto festa, e va bene. Hanno lasciato a terra un tappeto di bottiglie (vuote, ovviamente). E va bene. Ma, tra i tanti, c’era sicuramente qualcuno che non poteva andare a letto senza aver detto, fatto o scritto, la scemenza quotidiana. Così, dalla sua mente di microcefalo, ha partorito un paio di frasi da “contestazione” indefinibile. Recita la scritta: “Lo stato ti fotte, la famiglia ti crepa… fotti lo stato. Rinuncia”.

Ora, è impossibile trovare un esegeta (non ci sarebbe riuscito il semiologo Umberto Eco) che sappia trovare senso a un’affermazione così squinternata. Anche uno studioso di sintassi troverebbe motivi d’interesse nell’uso del verbo crepare (di solito riflessivo) in forma transitiva! Bene, passi la sgrammaticatura! Ma il tipo non ha trovato di meglio che disegnarci vicino una faccia da ebete. La sua! È proprio vero: “ogni giorno ha la sua pena” (ha scritto Matteo evangelista).

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