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L'INTERVENTO "Un referendum val più di un terremoto: la Valnerina è stata dimenticata!"

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento per Perugia una nota politica sulla difficile situazione degli sfollati del sisma in Umbria che ancora vivono in maniera precaria: nelle roulotte, camper e tende... i container riscaldati ancora non ci sono!

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di Carla Spagnoli * Presidente Movimento per Perugia 

La campagna elettorale per il referendum in questi mesi ha paralizzato l’Italia e ha “mandato in soffitta” i veri problemi e le emergenze del paese, come il terremoto in Valnerina! Matteo Renzi e le sue “truppe” piddine (a partire dai sottosegretari, onorevoli, consiglieri regionali e comunali umbri) si sono occupati esclusivamente si promuovere con ogni mezzo il si alla loro impresentabile riforma costituzionale, rottamata alle urne dal popolo italiano. 

Ma in tutta questa propaganda, che fine hanno fatto le popolazioni terremotate? Norcia e le altre zone colpite dal sisma sono state completamente dimenticate, per loro non c’è stato posto nella campagna “Basta un si” (a proposito, quanto è costata?)… Basti vedere il video di un volontario che ha lanciato l’allarme sulle scorte alimentari che stanno per finire e basta leggere quello che ha scritto il “Sole 24 Ore” riguardo le famiglie sfollate che sono state costrette a comprare a loro spese le roulotte o le casette di legno per non dormire all’addiaccio! Gli aiuti continuano a tardare: c’è ancora un premier? Dove sono i politici locali??? 

Cari Renzi e Marini, il problema dei terremotati non era e non è il si o il no al referendum, ma come tornare a vivere la loro vita! Non a caso l’affluenza alle urne, in città come Norcia e Cascia, è stata tra le più basse e non a caso ha vinto il NO, che ha dato uno “schiaffo” sonoro a Renzi e a tutto il Pd… Io sono stata a Norcia: mi sono trovata di fronte a un paese devastato come in un bombardamento, un paese fantasma dove tutto è andato distrutto e le case sono crollate e sprofondate.
Norcia, ripeto, è una “città-fantasma”, con i militari che presidiano e le persone rimaste, unite da reciproca e indissolubile solidarietà. La gente rimane lì non per capriccio, ma perché non vogliono abbandonare quel che resta delle loro case, le attività, il bestiame, le coltivazioni. È gente forte quella della Valnerina, gente di montagna, abituata da sempre a lottare senza piangersi addosso, ma a tutto c’è un limite! 

Per quanto ancora dovranno sopportare i ritardi e l’assenza delle istituzioni? Quando sono arrivata a Norcia il governo e il Presidente Mattarella avevano già fatto la loro “passerella”; quel giorno, invece, hanno “sfilato” Alfano e D’Alema. A che è servito? Inoltre si sono sentiti solo proclami di benefattori che vogliono fare e che faranno: ma che cosa? Grande cosa sarebbe aiutare a ricostruire la basilica e le chiese come prima, ma la precedenza ce l’hanno gli abitanti e il tessuto economico del paese, con i suoi agricoltori e allevatori, con le sue attività commerciali e artigianali! Se i “mecenati” (veri o presunti) vogliono ricostruire solo le chiese facciano pure: avremo Norcia con le chiese ma senza “anime”! Le “anime” saranno costrette ad emigrare…

Gli imprenditori pensino ad aiutare le piccole attività nursine: si farà del vero bene, anche se forse non si avrà un ritorno d’immagine internazionale, ma quanto conta l’immagine…? Guardiamoci dentro e muoviamoci tutti: la gente non piange ma vuole lavorare e rinascere, mettiamoli in condizioni di farlo!
 

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