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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Siccità, scatta la corsa per rifornirsi di acqua dalle autobotti: il 20% della popolazione a rischio

Lo stato di calamità decretato dal Governo anche per l'Umbria permetterà di avere a disposizione sei milioni di euro. Soffre l'agricoltura: si punta sulla futura Diga di Valfabbrica ancora non entrata in attività

Lo stato di calamità decretato dal Governo anche per l'Umbria permetterà di avere a disposizione sei milioni di euro  che consentiranno di attuare in tempi brevi il programma di interventi per potenziare l’approvvigionamento idropotabile nelle aree dove si presentano le maggiori criticità. Al momento il 15-20 per cento della popolazione ha bisogno di un intervento immediato per rifornirsi di acqua potabile.

Si tratta soprattutto, come spiegato durante il tavolo anti-siccità della Regione, di popolazioni ubicate prevalentemente nelle periferie, nelle zone montane e collinari servite da acquedotti rurali, con sorgenti dalla portata limitata. Con i soldi del Governo - due milioni di euro - si cercherà soprattutto di rifornire i serbatoi con autobotti; altri quattro milioni di euro per operare interventi su acquedotti minori - contenere le perdite e razionalizzare l'oro azzurro -, tutti gli interventi dovranno essere realizzate nel giro di pochi mesi perché le risorse debbono essere spese entro 90 giorni.

La crisi c'è e grande ma l'assessore ha ribadito che stiamo reagendo megli di altre regioni: "Per quanto riguarda l’approvvigionamento idropotabile l’Umbria ha una situazione migliore rispetto a quella di altre regioni italiane. A seguito della crisi idrica del 2001 più dell’80 per cento degli umbri aveva problemi di approvvigionamento, oggi siamo a meno del 15 per cento della popolazione. Una situazione critica che è stata circoscritta negli ultimi anni anche grazie a 200 milioni di investimenti per la tutela e l’utilizzo delle risorse idriche ad uso potabile".

Fondamentale - soprattutto a scopo irriguo - saranno anche le risorse previste per il piano nazionale anti-siccità. Dal Governo è previsto uno stanziamento di 700 milioni di euro, di cui 300 già finalizzati attraverso un bando per gli investimenti irrigui tra le quali il completamento dell’anello irriguo attorno al Lago Trasimeno, interventi per il rafforzamento degli invasi e del sistema di irrigazione della Valdichiana Romana e della Val di Peglia, la definitiva operatività della diga di Valfabbrica e la realizzazione di una nuova stazione di pompaggio per Montedoglio, così da consentire una distribuzione contemporanea dell’acqua proveniente dall’invaso.

"A Montedoglio – ha concluso l’assessore regionale – non abbiamo problemi di carenza d’acqua. Nella diga ci sono oltre 50 milioni di metri cubi di acqua ed il fabbisogno stagionale è stato calcolato in 12 milioni, ma l’attuale stazione di pompaggio non è in grado di distribuirla contemporaneamente a tutti”.

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