Intasca i soldi della vacanza da sogno di due fidanzati, agente di viaggio sotto processo

L'accusa a carico dell'operatore è di truffa. I soldi per il viaggio in Messico non sono mai stati versati al tour operator

Un viaggio in Messico, quello sognato da tanto tempo, ma per una giovane coppia si è rivelato fonte di guai e dispiaceri, oltre che di una truffa.

I due fidanzati erano andati in un’agenzia viaggi dove conoscevano una dipendente e avevano scelto e prenotato una vacanza in Messico di 11 giorni, versando un acconto di 600 euro, poi una seconda rata di altri 600 euro e il saldo di 1.180 euro (a persona).

Il versamento, però, non era richiesto sul conto dell’agenzia di viaggio, ma su quello personale del fidanzato dell’agente di viaggi, il quale era comunque socio dell’azienda, a detta della dipendente.

In prossimità della partenza, però, la giovane coppia riceveva una telefonata dall’agente di viaggio che li avvertiva di un qualche problema in Egitto, con cancellazione di voli e altri problemi che avrebbero comportato una rimodulazione del loro viaggio in Messico, con la riduzione del soggiorno da 11 a 7 giorni.

Alle richieste di spiegazioni da parte della giovane coppia l’agente di viaggio rispondeva che a causa di questi problemi erano saltate le coincidenze e le disponibilità dei voli e che non si poteva fare altrimenti.

Già rassegnati i due fidanzati ricevevano, pochi giorni dopo, una nuova chiamata dell’agente che li avvertiva di un altro problema: l’agenzia di viaggio era stata venduta ad altro operatore e che il loro viaggio non poteva più essere fatto, ma che non si dovevano preoccupare in quanto l’assicurazione li avrebbe risarciti in tempi brevi.

Delusi i due fidanzati attendevano il rimborso, ma siccome dopo qualche settimana non era stato accreditato, decidevano di recarsi presso l’agenzia e chiedere spiegazioni. Subito la prima sorpresa, l’agenzia non era stata venduta e la titolare non si stupiva più di tanto, in quanto la dipendente aveva sgomberato la propria scrivania dalla sera alla mattina e le aveva lasciato diverse pratiche con problemi di rimborso e viaggi pagati, ma non prenotati.

Poco tempo dopo la coppia riceveva, però, un messaggio telefonico con un codice per seguire la pratica del rimborso, ma era tutto falso perché da una verifica con il tour operator la coppia scopriva che il viaggio era stato annullato dall’agente mesi prima e che l’assicurazione non era stata attivata perché i soldi non erano mai giunti all’organizzatore della vacanza.

Da qui la denuncia e il processo per truffa nei confronti dell’agente di viaggio, difesa dall’avvocato Cristiano Petterini, mentre la coppia si è costituita parte civile tramite l’avvocato Simone Costanzi.

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